Sicurezza
Pisa, gran botta di autostima
Marco Barabotti
◗
MARETTA. Polemiche nel finale del primo tempo fra la panchina pisana e il Bevenento Usciti come leoni da una situazione disperata
2 MINUTI DI LETTURA
Pareggio che vale una vittoria, contro un Benevento di gran lignaggio calcistico. Pisa esplosivo in inferiorità numerica nella ripresa, per la sciagurata respinta di mano quasi sulla linea di Bizzotto sul finire dei primi 45', che costa il rigore contro e l'espulsione. Che va in gol con Miani dopo aver sfiorato il ko in avvio di ripresa e poi si scatena: due pali e una traversa. Col Benevento in tilt, incapace di giocare con quel piglio frizzante e a tratti devastante del primo tempo. Al Pisa il salto dei tradizionali schemi - con Cuoghi in tribuna, perché cacciato dalla panchina per proteste - è una benedizione dal cielo. Nella ripresa è tutta un'altra squadra e anche Obodo fa neri gli avversari, perché impiegato in una posizione più consona a lui, dopo un primo tempo incolore. Viene fuori alla distanza l'orgoglio e il carattere di un po' tutti i giocatori. Come Passiglia, dedito a un improbo sacrificio in fase incontrista, fino allo sfinimento. È l'emblema di un Pisa vivo più che mai, a cui il blackout di parte del secondo tempo a Lucca ha fatto da insegnamento. Tanto di cappello al bel Benevento del primo tempo che ha avuto il torto di non chiudere la partita, davanti a un Pisa smarrito. La differenza stava in un centrocampo pisano preso d'infilata, con Amoroso e Obodo latitanti in fase incontrista: d'altronde Amoroso era la prima volta che giocava dall'inizio e le scusanti abbondano. Registrata la squadra nella ripresa con l'ingresso di Ton al posto di Amoroso, è stato tutto un altro Pisa, per quel grande spirito di reazione che l'ha trasformato in dieci leoni. Un Benevento impaurito ha rischiato più di una volta di soccombere dopo il pari, salvato solo dai legni. Anche se ne ha colto uno pure lui, su un improbabile spiovente che ha sorpreso Lanni. Onore dunque ai nerazzurri, per aver lottato da gladiatori. Un punto d'oro, che allunga a sei la scia positiva e che segna una crescita anche a livello di testa: una botta notevole di autostima.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
