Il Tirreno

Pisa

Cichello: rivincita con Kolaj

Riccardo Silvestri
<b>PUGILATO. </b>Cichello con Patrizio Kalambay
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PUGILATO. Cichello con Patrizio Kalambay

L'8 dicembre al Palazzetto torna la grande boxe

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 PISA. Il 2010 lo ha messo all'angolo, lo ha fatto soffrire e gli ha fatto venire in testa brutta pensieri. Dodici mesi dopo Dario Cichello ha una voglia matta di rialzare la testa, di uscire da quell'angolo e tornare a fare boxe come mai prima d'ora. Sul calendario del mediomassimo pisano è già segnata la data del prossimo 8 dicembre, giorno in cui in occasione di "Pisa abbraccia lo sport" (grazie alla organizzazione di Roberto Fragale) tornerà sul ring del Palazzetto dello Sport per incrociare i guantoni col quel Kolaj che pochi mesi fa gli ha fatto vivere una delle peggiori serate sportive della sua vita. «Direi proprio la più brutta in assoluto - esordisce subito Cichello - perché quella sconfitta ancora non l'ho digerita. Io ho affrontato male il match, con lo spirito sbagliato. I pugni e anche qualche scorrettezza di troppo del mio avversario hanno fatto il resto».  Voglia di rivincita?  «E come potrebbe essere altrimenti? Io voglio riscattarmi, voglio dimostrare a tutti la mia superiorità, le mie qualità e le mie possibilità di scrivere ancora tante pagine importanti in carriera».  Non è stata una scelta facile?  «Assolutamente. In molti al mio posto avrebbero aggirato l'ostacolo, avrebbero cercato un match più morbido per tornare a vincere e per riprendere il cammino. Io invece, come ho sempre fatto nella mia carriera, non mi sono voluto nascondere. Questo match è pieno zeppo di insidie, di trappole e in caso di esito negativo potrebbe rivelarsi devastante. Il mio percorso deve però ripartire da lì: io per primo cerco nuove certezze in questa sfida».  Perché Kolaj è così pericoloso?  «Perché è giovane, ha preso pochissimi pugni in carriera ed è un pugile difficilissimo da affrontare. Le classifiche, i ranking contano poco quando sali sul ring. Lui mi ha battuto e vuole confermare la sua superiorità. Io sono convinto di essere più forte e voglio dimostrarlo, voglio sbattergli in faccia tutta la mia forza».  Sarà fondamentale l'aspetto psicologico del match...  «Forse sarà l'aspetto principale. Combatteremo sulla distanza degli 8 round, ci sarà tutto il tempo per impostare la mia tattica e assolutamente dovrò evitare di farmi prendere dalla frenesia. Le mie armi le conosco bene e sono pronto per sfruttarle al meglio».  In questo senso il lavoro con Kalambay diventa prezioso?  «Sto lavorando da molti giorni con lui sul ring di Gorizia. Tra poco tornerò a Pisa e quindi sarò di nuovo in palestra con lui per gli ultimi dettagli. Lui è stato un grandissimo campione ed è un tecnico di prestigio mondiale. Eppure non mi ha mai abbandonato, né l'ho sentito distante quando le cose sono andate meno bene. Mi è sempre stato vicino, mi ha incoraggiato e mi ha fatto capire che io sono molto più forte di Kolaj, che posso batterlo ma devo farlo in grande stile. Non mi serve a nulla una vittoria striminzita, io voglio lanciare un segnale a tutto il mondo della boxe e il Palazzetto può diventare nuovamente il trampolino della mia carriera».  I sogni non sono mai stati accantonati?  «Ci mancherebbe altro! Io sono ancora giovane, forte e pieno di voglia di sudare e soffrire in palestra. Sto dando tutto me stesso in questa fase di preparazione perché spesso nel mondo della boxe basta un match per cambiare improvvisamente la scenografia del tuo cammino. Ci sono molti traguardi davanti a me che sono raggiungibili in tempi brevi Prima però tocca a Kolaj».

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