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Pisa

Preparavano l'agguato ai pisani

<b>LUCCA</b> La polizia sorveglia il corteo pacifico dei pisani
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LUCCA La polizia sorveglia il corteo pacifico dei pisani

Le accuse della polizia ai sei Bulldog arrestati

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 LUCCA. Per la polizia non ci sono dubbi: i sei giovani arrestati un'ora prima del derby Lucchese-Pisa stavano organizzando un agguato ai supporters nerazzurri che di lì a poco sarebbero entrati nel Porta Elisa. Tutti appartengono al gruppo di estrema destra dei Bulldog, come evidenziato dai distintivi sequestrati, ancora operante nonostante le inchieste e gli arresti degli ultimi anni.  Per l'accusa l'intenzione del gruppetto, composto anche da due ultras di estrema destra già sottoposti a Daspo e a cui era vietato avvicinarsi allo stadio, era quella di creare disordini e tafferugli lanciando 5 petardi tipo «Bomber 99» lunghi come una lattina di Coca Cola contro i tifosi del Pisa. Mortaretti che, se fossero andati a segno, sarebbero stati capaci di provocare ustioni e lesioni gravi. Avevano indosso dei maglioni scuri con chiusura sino al naso e cappuccio incorporato in modo da travisare il volto. Gli inquirenti hanno sequestrato anche un passamontagna tipo Mefisto che lascia trasparire soltanto gli occhi, quattro torce illuminanti da stadio e soprattutto un arma da taglio: un trincetto dal manico giallo.  I neo Bulldog sono essenzialmente studenti, operai e disoccupati della periferia di Lucca e della Piana. Teste rasate - eccezion fatta per uno degli arrestati - maglietta nera e simbolo dei Bulldog nuovo di zecca in bella mostra. Secondo la Digos a capo dei giovani finiti in manette con l'accusa di possesso di fuochi pirotecnici durante manifestazioni sportive c'erano due giovani già sottoposti a Daspo. Sono due operai di 24 anni, residenti uno a Camigliano e uno a Fagnano.  Dopo la convalida dell'arresto da parte del giudice Letizia Di Grazia i due sono finiti ai domiciliari e saranno processati con rito direttissimo il 26 ottobre prossimo. Negano ogni addebito e sono difesi dall'avvocato Michele Fusi. Obbligo di firma in attesa del processo di martedì prossimo anche per un operaio di Segromigno e un disoccupato di Altopascio. Dal processo invece escono altri due ragazzi, uno studente e un operaio che hanno patteggiato 8 mesi di reclusione e 2mila euro di multa con i benefici di legge e al termine dell'udienza sono potuti tornare a casa.  Nessun problema è stato invece creato dai pisani, la cui contestazione è stata rumorosa ma civile così come avevano annunciato quando hanno organizzato la carovana di motorini e auto.

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