Il Tirreno

Pisa

Minguzzi: dietro le big ci siamo noi

A.Scuglia - F.Loi

Cinque risultati consecutivi, squadra in grande crescita di condizione

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 PISA. Cinque risultati utili consecutivi. Due vittorie e tre pareggi. L'ultimo, quello di Lucca, utilissimo per continuare ad inanellare risultati positivi e rendere la classifica sempre meno pericolosa. Già, la classifica. Per il momento quella dei nerazzurri è assolutamente in linea con i programmi d'inizio stagione: quelli di un campionato di transizione. La posizione attuale, decisamente centrale, è emblematica.  Ecco la svolta. E' anche una posizione, però, che si presta a numerose letture. E che non preclude altri traguardi. Per ora è meglio dirlo sottovoce. Non si può tuttavia non notare, e sottolineare, come la svolta in campionato, dopo le sconfitte con Atletico Roma e Ternana, sia arrivata nella fase in cui il calendario sembrava diventare più difficile. Anche questo è un merito indubbio della squadra di Cuoghi. Aver preso punti a Cosenza, Taranto, Cavese e Lucchese non era scontato. Si poteva fare anche di più, basti pensare alle occasioni gettate al vento sia contro la Juve Stabia all'Arena, sia nella trasferta di Cosenza. Resta comunque un filotto di risultati che ha dato, anzitutto alla squadra stessa, la sensazione di essere competitiva contro qualsiasi avversario.  Dietro le big. Un'interessante fotografia della realtà nerazzurra l'ha fornita Vincenzo Minguzzi al termine del derby di Lucca. A proposito della classifica ha detto: «In questo campionato ci sono cinque o sei squadre con organici importanti. Noi siamo subito dietro». Traduzione: forse il Pisa non avrà al cento per cento un organico per puntare alla promozione, ma il giro playoff, ovviamente continuando a crescere, non è un'ipotesi affidata solo alla fantasia. «Ancora dobbiamo assumere un'identità precisa», ha aggiunto Minguzzi ripensando all'andamento del derby del Porta Elisa. Per un tempo comandato (e non concretizzato anche per l'ennesima sbandata di un arbitro: clamoroso il rigore non fischiato su Mosciaro) e poi lasciato in balia della Lucchese nel contraccolpo del pareggio, prima di riacciuffare il risultato con il gol realizzato da un Tabbiani sempre più determinante.  La scalata. Una bella riprova di quanto fatto dalla svolta in poi si avrà subito domenica prossima, quando arriverà all'Arena il Benevento di D'Anna e Pintori. Squadra indubbiamente bene attrezzata, che fa parte di quel gruppo di cinque o sei favorite indicato da Minguzzi. Il Pisa avrà in qualche modo la possibilità di chiedere di essere invitato al gran banchetto. Ma servirà un'altra prova di spessore e senza le titubanze del secondo tempo del derby.  Il fattore Amoroso. Proprio la partita di Lucca ha confermato che i margini di crescita dei nerazzurri sono effettivi e facilmente riscontrabili. Molto si ricava dall'analisi della prova di Amoroso. Il centrocampista, nel fazzoletto di gara disputato, dopo i 120 minuti di sforzo a Ravenna, ha sfiorato il gol (tiro sull'esterno della rete), ha causato un mezzo rigore (forse ha accentuato la caduta, ma era stato sicuramente ostacolato dal difensore della Lucchese); ha avviato l'azione che ha portato al pareggio di Tabbiani. E Amoroso non può ancora essere in forma. Un altro elemento che si sta ben confermando è Mosciaro, uno che sta conquistando più rigori di quanti gliene fischino. La questione arbitale un po' sta incidendo sul campionato dei nerazzurri. Anche su questo fronte, se la società può, sarebbe opportuno fare qualche passo in avanti.

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