La manifestazione
La protesta è stata pacifica
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Agenti di polizia controllano il corteo dei pisani Carovana di scooter verso il Porta Elisa
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PISA. Tre anni fa fu un'invasione festosa: 2500 pisani in motorino a Lucca, per seguire i nerazzurri che volavano verso la serie B e cantare ai tifosi locali «Benvenuti all'Arena, benvenuti all'Arena...». Ma ieri non era così. Le norme sono cambiate, la trasferta era permessa solo a coloro che hanno la Tessera del tifoso, contro la quale i gruppi degli ultrà protestano senza riserve. Non solo: ieri nemmeno tutti i Tesserati erano ammessi (a Pisa sono 2900), perché per motivi di sicurezza la prefettura lucchese ha vietato la vendita ai pisani dei biglietti dei settori "promiscui". E allora la curva Nord ha voluto far sentire la sua protesta: «Andiamno a Lucca pur sapendo che non potremo entrare allo stadio, ma vogliamo far sapere che ci siamo, e vogliamo farci sentire». Si sono ritrovati all'Arena, erano fra 200 e 300 su motorini e qualche auto, col rischio di beccarsi un Daspo. E alla fine, con una sorveglianza visibile ma discreta della polizia (erano ben 200 gli agenti mobilitati per il match) a Lucca ci sono andati davvero, arrivando fino al Porta Elisa e sostando davanti alla curva Est per mezz'ora prima di tornare a Pisa, senza creare incidenti. Qualcuno forse li aspettava, non con le migliori intenzioni: ci sono stati sei arresti tra un gruppo di giovani rossoneri che nascondevano petardi. Loro invece non ce l'avevano con i lucchesi, anche se con qualcuno dei loro gruppi la rivalità è sfociata da tempo in odio: «Un'invasione pacifica contro una legge infame», hanno ripetuto per tre giorni gli organizzatori della carovana. A.Sc. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 7
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