Il dolore
Il Pisa di Cuoghi si evolve, punge e vince
F. Loi - M.Berutto
Il passaggio al 4-4-2 (con o senza rombo) sta regalando il cambio di marcia
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PISA. E' un Pisa che cresce e che si modifica. Contro il Taranto, guarda caso in coincidenza con il primo successo stagionale, Stefano Cuoghi ha completato la conversione da 3-5-2 a 4-4-2. Una rivoluzione iniziata nella trasferta di Terni. Dal modulo praticato con assoluta fedeltà nella scorsa stagione fino ai primi vagiti dell'annata corrente, al 3-4-1-2 sfoggiato in terra umbra, trasformato già in 4-3-1-2 per il match con la Juve Stabia. Il "rombo" a centrocampo era stato confermato a Cosenza, scegliendo però una mezzapunta che ama partire da sinistra (Favasuli) e un interno destro abituato al ruolo di esterno sul medesimo versante (Tabbiani). La rivoluzione. L'ultimo passo è stato compiuto domenica, sostituendo lo squalificato Favasuli con un Ilari collocato costantemente sulla corsia mancina, mentre Tabbiani era largo sul binario opposto. Un classico 4-4-2 che ha riscosso il plauso dello stesso Cuoghi: «Sono abbastanza soddisfatto. Ci siamo adattati alle caratteristiche dei nostri avversari. Il Taranto è molto bravo sugli esterni con le "doppie coppie" (terzino-ala, ndr). Dal canto loro, le nostre coppie sono state abili sia in fase offensiva che difensiva. Ci possiamo adattare a questo tipo di gioco». Raccolto il frutto del lavoro portato avanti nelle ultime settimane: «Siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista. Alcuni giocatori dovevano rifare la preparazione atletica, altri quella tattica visto che abbiamo cambiato modulo. Stanno crescendo sia i giovani sia coloro che in precedenza non erano in perfette condizioni». E ora il famoso 4-2-4? Un'ulteriore evoluzione potrebbe portare ad un 4-2-4 "alla Ventura". Il passo non sarebbe così lungo. Difficile però immaginare questa estremizzazione in Cuoghi, che predilige l'equilibrio e sembra poco propenso ad una squadra "spezzata in due" tra retroguardia e attacco. Se Ilari, nella sua grande duttilità, può essere considerato anche un attaccante, Tabbiani e Favasuli sembrano più a loro agio partendo da dietro, lanciando o tagliando palloni dalla trequarti, piuttosto che accentrarsi in linea con le due punte. Cuoghi però sembra lasciare aperto uno spiraglio ad un modulo più offensivo: «Non abbiamo centrocampisti portati al gol, dunque i nostri attaccanti non devono stare fuori dall'area (per favorire gli inserimenti, ndr). Se sono in area siamo molto più pericolosi». Ricordi di 3-5-2. Il mister nerazzurro non ha mandato al macero il modulo che ha riportato il Pisa tra i professionisti. Il ritorno al 3-5-2 si è avuto nel finale di Pisa-Taranto, con l'inserimento dello stopper Cossu al posto dell'ala Tabbiani e l'arretramento di Ilari. Ma anche nel 4-4-2 Cuoghi ha lasciato tracce del precedente sistema di gioco. Il tecnico modenese ha scelto un quartetto di difensori puri (Ton, Calori, Bizzotto e Gimmelli erano stati tutti inizialmente scelti come centrali a tr), con Gimmelli nelle vesti di atipico terzino sinistro, che spinge poco e spesso si accentra praticamente da terzo stopper quando Ton sale. E Amoroso? Cosa accadrà a centrocampo con il rientro dell'ex bolognese? Obodo è un pupillo di Cuoghi, Passiglia è il perno mediano del Pisa e, oltre ad Amoroso, è ormai recuperato anche Reccolani (unico vero regista in rosa), più il duttile Favasuli che ha scontato la squalifica. Piacevoli grattacapi per Cuoghi ed ulteriori possibili varianti tattiche in vista. Un'abbondanza che tornerà utile.
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