Sicurezza
Gli ultrà nerazzurri: carnet contro la Tessera
Fair play sugli spalti e pericolo scampato
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Le leggi della probabilità ieri non hanno funzionato. Nonostante la pericolosa trovata del Viminale di mettere gli ultrà del Taranto, numerosi e "caldi", nella gradinata pisana accanto ai tifosi locali, sugli spalti non c'è stata tensione, a parte un unico tentativo di sfondamento di un pisano (gli steward erano una ventina), placcato da un combattente del Gioco del Ponte prima di entrare a contatto con gli improvvisati rivali. La verità è che le due "fazioni" hanno fatto un tifo d'inferno per 90' ma sempre rispettandosi a vicenda, ed anzi salutandosi con applausi a fine gara. Meno tranquilla, nel finale, la situazione in un angolo della tribuna stampa, ma il servizio d'ordine ha lavorato bene e con discrezione. Il curva Nord gli ultrà nerazzurri hanno fatto un tifo corretto (anche se uno striscione anti-Maroni e un paio di cori costeranno diversi euro), sottolineando però la loro insofferenza per le ultime diffide arrivate: per l'interruzione della partita di Cecina (dove era morto un ragazzo), per uno striscione esposto a Chioggia ("I divieti non fermeranno il nostro tifo") e le torce della coreografia di Pisa-Chieti. Rilanciata intanto una proposta alla società: carnet di biglietti per 5 o 10 partite casalinghe, se consentito dalla legge senza il vincolo della Tessera del tifoso. L'iniziativa ocnsentirebbe un maggiore afflusso allo stadio e un maggiore sostegno alla squadra. Se si potesse... A.Sc.
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