Sicurezza
«Sistemate il campo o giochiamo altrove»
A.Scuglia - F.Loi
Camilli: la squadra sta crescendo, ma dal Comune ho preso una fregatura
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PISA. Un Piero Camilli agrodolce, più "agro" che dolce: «A Pisa ho preso una sola», inteso nel senso romano di "fregatura". Ma non si riferisce alla squadra, che anzi vede in crescita. Il patron nerazzurro, intervenuto ieri sera su Punto Radio, non si è mostrato per niente contento riguardo alla situazione dello stadio, segnatamente del terreno di gioco. Non ha alzato i toni, ma è stato abbastanza chiaro: «Alla fine si faranno i conti. Abbiamo il peggior campo d'Italia, ed è il Comune che deve metterlo a posto, indipendentemente dalla convenzione. Sennò, andrà a finire che giocheremo altrove». E li è uno che decide, più che chiacchierare. In mattinata, a Grosseto ha esonerato Apolloni (sostituito da Moriero): vorrà fare il diavolo a quattro anche a Pisa? Pare di no. Almeno riguardo alla squadra e alla sua conduzione tecnica. «Paghiamo un po' d'inesperienza - dice - ma la squadra l'abbiamo messa a posto, il Pisa verrà fuori. Quest'anno farà una buona stagione e l'anno prossimo punterà alla B. Qualche errore l'abbiamo fatto: con l'Atletico Roma dovevamo modularci secondo l'avversario, non possiamo imporre il nostro gioco. E occhio alle critiche agli arbitri, o meglio occhio a non uscire dal seminato. Gli arbitraggi possono essere giustificazioni che danno un alibi ai giocatori, ma l'arbitro mica può fare gol per noi». Le proteste e le parolacce all'arbitro nell'intervallo di Pisa-Stabia che hanno portato 4mila euro di multa? «Una cavolata». Per Camilli questa squadra ha un presente tranquillo e un futuro florido: «Il Pisa dopo molti anni ha giocatori suoi, non prestiti. Ton, Bizzotto, Scampini, Cerone, Obodo, Mosciaro, sono miei. Io voglio costruire qualcosa in prospettiva». Ed ecco la stoccata: «Ma mica posso volare senza ali». Il motivo del contendere è sempre lo stesso: un'Arena disastrata, una convenzione che tarda ad arrivare e soprattutto il campo. «Se il Comune ha un giardino pubblico da sistemare, mica aspetta di fare una convenzione. Lo sistemi, questo campo, poi la convenzione si fa in un quarto d'ora. Sennò vuol dire che il Pisa è un fantasma che si agita quando conviene. L'anno scorso io e Battini lo abbiamo preso dal fallimento, altrimenti qui non si faceva neanche la D. La D noi l'abbimo pagata e poi vinta, la C1 l'abbiamo pagata. Non ci hanno fatto mica un regalo ammettendoci e ripescandoci: li conosco ben io quei pirati». Camilli insomma non è per niente contento delle vicende burocratiche, ma riguardo al fattore tecnico, ovvero alla squadra, qualche nube si sta diradando. Se si mettono insieme le palle-gol avute dai nerazzurri a Terni e Cosenza (una dozzina abbondante) è quasi incredibile pensare di aver finito entrambe le partite senza segnare. E' solo la scarsa vena realizzativa che, al momento, sta pesando sulla classifica. In una graduatoria del merito il Pisa sarebbe molto più in alto. Ma questo purtroppo conta fino ad un certo punto. Le spiegazioni sono diverse e tutte reali, a cominciare da una squadra che soltanto adesso inizia ad ingranare dopo che la sua costruzione si è completata praticamente venti giorni fa o poco più. Ora però occorre stringere i tempi. E il calendario pone una sorta di linea di confine. Le due partite consecutive all'Arena contro Taranto e Cavese devono consentire di recuperare un po' di quanto lasciato per strada, prima dell'impegnativo derby con la Lucchese al Porta Elisa.
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