IL PUNTO
Squadra in crescita, ma sotto rete serve più grinta e concretezza
Marco Barabotti
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Il coach nerazzurro Cuoghi 2 MINUTI DI LETTURA
Il miglior Pisa di questo campionato. Che non è riuscito però a vincere, dilapidando almeno cinque palle-gol. Come dire che la strada è quella giusta, ma si manca nelle finalizzazioni. Corretto il modulo con un più giudizioso 4-4-2, la difesa ha trovato l'assetto giusto e a Cosenza ha rischiato poco o niente, con i giovani Bizzotto e Ton in crescita accanto a compagni collaudati ed esperti come Gimmelli e Calori. Certamente grazie anche ad una maggiore protezione da parte del centrocampo, reparto che con Passiglia, Favasuli e Tabbiani ha trovato forza, equilibrio, dinamismo e spessore tecnico. Questo vuol dire che una volta recuperato Amoroso dal lungo infortunio, quantità e qualità in mezzo al campo saranno ben assortite, sicuramente di primo livello nella categoria. Resta il problema dell'attacco: tre gol in sei partite sono pochissimi. Uno è arrivato su punizione (Carparelli a Barletta), uno si rigore (Mosciaro con la Juve Stabia) e il terzo (che poi è stato il primo in ordine di tempo) è di un difensore, Gimmelli, al debutto con la Nocerina. Davanti si segna col contagocce nonostante si creino tante occasioni, come ieri a Cosenza. È mancata fino ad oggi la cattiveria degli attaccanti sotto porta e il fatto che ad avere l'opportunità di andare a rete siano stati più i centrocampisti delle punte, significa che c'è da rivedere qualcosa nello schema. Ma è un Pisa che sta venendo fuori bene e questo lascia sperare molto in prospettiva. Ora manca una vittoria per avere ancora più fiducia in se stessi. Battere il Taranto domenica prossima all'Arena potrebbe essere la svolta del campionato, togliendosi anche dalla scomoda quart'ultima posizione. Ma sotto rete serve più concretezza, grinta e cinismo, altrimenti si va poco lontano.
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