Sicurezza
Troppo nervosismo, poca lucidità
Marco Barabotti
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IL TECNICO. Cuoghi dalla panchina cerca di scuotere la squadra Nel secondo tempo è stata letta male la partita: in 11 contro 9 siamo andati in confusione. Carenze strutturali in difesa
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Siamo terz'ultimi in classifica, non si è ancora vinto una partita e ci sembra che non ci sia neppure troppo spazio per le recriminazioni. Ieri nel secondo tempo abbiamo avuto la possibilità di schiantare la Juve Stabia giocando in undici contro nove, ma è proprio lì che siamo andati in confusione. Si è consumato un incauto tourbillon di sostituzioni: tutte e tre in un quarto d'ora, dal 4' al 19' del secondo tempo, Cuoghi preoccupandosi più di mettere a posto gli equilibri della difesa - contro una Juve Stabia che, a parte il rigore, non aveva mai visto la porta -, più che pensare, dopo il pari di Mosciaro, a vincere la partita. Sicché quando ci siamo trovati in doppia superiorità per l'espulsione di Corona avevamo due o tre giocatori in debito di ossigeno o in preda a crampi, senza poter fare alcuna sostituzione per tentare la spallata vincente. Addirittura ci hanno guadagnato i nostri avversari che hanno conservato la calma come se giocassero in undici, sfiorando perfino il colpo gobbo nel finale. Mentre noi arrancavamo senza arte e né parte, finendo col farci male per conto nostro. Non ci siamo proprio, insomma. È vero che l'arbitro ci ha negato due rigori nel primo tempo, ma nella ripresa, dopo il pareggio, avevamo la partita in mano e ce la siamo fatta scappare per scelte frettolose, esitando sempre in un assalto convulso alla baionetta. Se in mezzo al campo e davanti, una volta recuperato appieno l'organico, siamo in grado di crescere notevolmente - Mosciaro ha dimostrato ancora una volta di essere un attaccante promettente -, dietro ci sono carenze strutturali nell'organico. I giovanissimi difensori Ton, Bizzotto e Gagliardi stentano ancora molto ad adeguarsi al doppio salto di categoria e, a turno, ogni domenica commettono ingenuità in grado di dare enormi vantaggi agli avversari. Infine, Cuoghi: è sempre troppo nervoso durante le partita e ciò può rappresentare un handicap nei momenti cruciali, quando servono invece scelte più lucide.
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