Il dolore
Un muro d'acciaio contro il tridente
A. Scuglia - F. Loi
Provate all'Arena le mosse per imbavagliare l'attacco della Juve Stabia
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PISA. A porte chiuse, ma non troppo. E non sempre. Un po' di soddisfazione ieri per i tifosi che hanno potuto vedere l'amichevole con la Berretti. Stefano Cuoghi ha accettato in extremis di avere qualche spettatore amico contrariamente al programma già stilato. Le porte dell'Arena tornano invece a chiudersi oggi. Nel frattempo spuntano spiragli interessanti, considerando la complicata situazione dell'infermeria: hanno infatti preso parte alla gara Carparelli, Mosciaro e anche Passiglia. Un test in piena regola, per verificare a che punto sono nel loro percorso di recupero e cercare di capire quali margini di rischio possono avere, pensando che contro la Juve Stabia sarà una sfida da scarpette arroventate. Solo l'allenamento di rifinitura, domani, potrà dire qualcosa di preciso. Lavoro a parte per Amoroso, Tabbiani, Pugliesi, Wellington e Perez. Tutti fuori dai giochi. Tridente. Da Babù-Franchini-Ciofani a Tarantino-Corona-Albadoro. Dal tridente imprendibile dell'Atletico Roma, nella precedente uscita all'Arena, a quello della Juve Stabia di domenica. Al di là della questione degli infortunati e di un attacco da assemblare, un punto fermo emerge già: trovare un assetto per contrastare in modo più efficace le tre punte avversarie. Vero che la Juve Stabia si schiera a tre dietro e che quindi, rispetto all'Atletico Roma, ha equilibri un po' diversi nel resto del complesso. E' vero pure, però, che Braglia manda in campo un terzetto di attaccanti autentici e che conviene comportarsi di conseguenza. Terzino cercasi. Probabilmente Cuoghi non devierà troppo dal suo schema preferito, ma stavolta dovrà mettere a sinistra un esterno pronto anche ad "abbassarsi" per marcare l'ex lucchese Tarantino e non lasciare nell'uno contro uno i compagni della retroguardia. Quell'esterno non potrà essere Favasuli, che sarebbe oltremodo penalizzato da tale impiego tattico, come già successo contro l'Atletico Roma del super Babù. E allora serve un esterno mancino, da trovare dentro una rosa dove questo tipo di giocatori non abbondano. La conferma di Gagliardi è la prima soluzione, se si vuole puntare sulla crescita di questo ragazzo; l'impiego di Bizzotto (dopo la squalifica) un'altra, mentre Ilari dovrebbe sacrificarsi assai per poter ricoprire la posizione. I disabili. Nei giorni scorsi era nata una discreta polemica sulla questione disabili allo stadio. Con due aspetti. Uno era diplomatico: il mancato ricevimento di Franceschino, supertifoso disabile, ad un appuntamento con il direttore generale nerazzurro Angelo Palmas, che però in quell'esatto momento era in questura proprio per i mille problemi legati allo stadio. L'altro, più concreto, è la disastrosa situazione degli stessi disabili all'Arena, causata da norme di sicurezza sempre più stringenti. Ieri Franceschino, lo stesso Palmas, l'avvocato Bottone e l'assessore Eligi si sono incontrati a palazzo Gambacorti: Eligi si è impegnato a risolvere il problema in via temporanea per la sfida con la Juve Stabia (in caso di pioggia i disabili potranno salire in tribuna coperta) ed a studiare una soluzione più ortodossa per il futuro. «La buona volontà c'è e l'apprezziamo - ha detto Bottone - ora speriamo che si intraprenda un percorso efficace».
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