La manifestazione
Serve più cinismo e concretezza
Marco Barabotti
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ACCIACCATO. Ton ha giocato con una maschera protettiva per il naso fratturato di recente A Terni i nerazzurri sono stati vittime di un vero e proprio furto ma per vincere bisogna avere più coraggio nei propri mezzi
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Il Pisa B domina, la Ternana vince. Un pari sarebbe già stato un'ingiustizia, la sconfitta è un furto con scasso. Complice anche l'arbitro: il rigore della Ternana non c'era (fallo c'è stato, sì, ma di Nolè, che ha fatto ostruzione volontaria su Gagliardi, un po' ingenuo a rovinargli addosso in corsa), uno netto del Pisa quasi alla fine non è stato fischiato (Miani agganciato e steso in piena area). I nerazzurri imbottiti di riserve fino all'inverosimile hanno messo in difficoltà una Ternana in totale affanno, giocando a tratti anche bene, con almeno nove palle-gol sprecate. Siccome non ci si deve basare tutto sulla sfortuna e sulle sviste dell'arbitro, cerchiamo di vedere le cose che, pure in un contesto in cui il Pisa ha dimostrato di essere vivo, devono essere modificate per intraprendere una strada più redditizia. Certo, coi rientri in massa degli infortunati o di chi è in condizioni atletiche precarie (sono complessivamente metà dell'organico) già di per sé le cose si sistemeranno, anche se occorrerà pazientare ancora un po' di settimane. Per uscire dal tunnel della classifica occorrono più temperamento, personalità e cattiveria agonistica. Non ne facciamo neppure un problema di modulo: ben venga il 3-5-2, anche se fino ad oggi è stato poco convincente. L'importante è non avere soggezione di nessuno, neppure con mezzo organico forzatamente assente. A Terni abbiamo cominciato a giocare bene solo quando siamo andati sotto nel punteggio, contro un avversario in netta difficoltà, in alcuni frangenti quasi inesistente e dovevamo capirlo fin dall'inizio. Serviva più cinismo e concretezza davanti, poi abbiamo commesso, in superiorità numerica per l'espulsione di Tozzi Borsoi, ingenuità difensive grossolane, con falli a metà campo inutili (è stato Artistico a guadagnarseli, facendo reparto da solo contro tre o quattro nostri difensori caduti nella rete delle perdite di tempo). Fenomeni in questa categoria non ce ne sono e vale più che mai il familiare refrain di Ventura: se vogliamo, possiamo. Più coraggio e consapevolezza dei propri mezzi, ragazzi. Ci vuole un salto di mentalità. E un viaggio a Montenero.
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