Il Tirreno

Pisa

Massimo Palanca e il calcio di una volta

<b>IDOLO. </b>Massimo Palanca
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IDOLO. Massimo Palanca

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 PISA. La partita odierna è vietata ai pisani «non tesserati» ma il Pisa non sarà solo. Diversi pullman sono partiti all'alba per Terni, organizzati da Centro Coordinamento, Club Autonomo e Radioscalino. Diretta in pay per view su Conto Tv (Sky 981): informazioni per l'acquisto su www.contotv.it. E nel programma abbiato trovato un nome noto: il commento tecnico è di Massimo Palanca (foto da Wikipedia) classe 1953, idolo di milioni di fan a cavallo degli anni '70 e 80: era il bomber del Catanzaro, famoso per i suoi gol direttamente da calcio d'angolo e per il piede numero 36 e mezzo.  Ricorda ancora il Pisa dei suoi tempi?  «Sono passati tanti anni... ricordo un bellissimo stadio, "caldo". Eravamo due club rampanti e grintosi, voi avevate Romeo. Ricordo un assist per Lorenzo, finì 1-1, e una partita che vinsi con la maglia del Napoli. Segnò Gianni De Rosa, che purtroppo non c'è più».  Lo sa che lei è una leggenda del calcio anche per le migliaia di calabresi che vivono a Pisa?  «Leggenda? Macchè (sorride). Magari il nostro era un calcio più romantico, con meno soldi ma più bandiere e più passione. E' comunque bello che qualcuno si ricordi di me. Chissà se il mio Catanzaro tornerà in alto prima o poi. Mi fa piacere se almeno voi risalirete. Catanzaro, Pisa, Ascoli, Avellino, Verona, erano club importanti quando il calcio era più sport e meno business».  Si riconosce in qualche giocatore di oggi?  «Non nei big. Magari in Giuseppe Rossi...». A.Sc.

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