Finanza
«Se tornassi, perché no...»
Massimo Berutto
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PISA 2006-07. Simone Calori Calori-Passiglia e un precedente glorioso
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PISA. I ritorni hanno sempre un sapore particolare. Qualche volta riannodano magicamente i fili di un successo, in altri frangenti concedono una seconda chance a chi aveva fallito, oppure cambiano radicalmente e amaramente la scenografia di un film che era rimasto nel cuore. Calori e Passiglia ci riprovano, ancora a Pisa e ancora in C1, come nel tripudio del 17 giugno 2007. Una storia da riprendere o da riscrivere. Cuoghi è il caso estremo in senso positivo di chi ha interrotto con una promozione in A ottenuta da calciatore e ha ripreso per incanto dopo vent'anni con un altro salto (anzi doppio salto) nei nuovi panni dell'allenatore. Ricordiamo altri esempi: Gigi Simoni e Daniele Bernazzani (saliti insieme in A nel 1985 e nel 1987, dopo la pausa di una stagione), Luca Giannini (che riapprodando a Pisa, stavolta in panchina, conquistò la serie A nel 1989-90), Gianluca Signorini e Davide Lucarelli (vincenti a Pisa in due tornate). C'è anche chi si è preso una bella rivincita con la sfortuna: su tutti Gianluca Zattarin (ex compagno di Calori e Passiglia) via da Pisa una prima volta senza raggiungere la promozione in B nel biennio 1999-2001. Sei anni dopo ancora lacrime, ma stavolta di gioia, per una categoria afferrata con le unghie e con i denti. In crescendo anche la seconda volta nerazzurra di Gianluca Savoldi, acerbo in C2 fra il 1996 e il 1998, e letteralmente esploso in C1 nel 1999-2000. Praticamente la stessa storia di Max Varricchio, che cominciò con 6 mesi sotto la Torre nel 2000, e poi si ripresentò con più esperienza nel 2001-02, giungendo a far sognare con una rete la promozione in B nell'arcinota finale playoff del 2003. Non sempre però il tempo è galantuomo con i cavalli di ritorno. Henrik Larsen si presentò in A sulle rive dell'Arno nel 90-91, sorprese l'Europa da capocannoniere continentale nel 1992, ma dilapidò tutta la propria credibilità calcistica nuovamente a Pisa nel 92-93. Poca fortuna anche per Pasquale Logarzo, partito da eroe dopo la promozione in C1 del 1999, e tornato a furor di popolo, ma tormentato dai guai fisici, nel 2001. Giacomo Lorenzini e Emanuel Rovaris parteciparono giovanissimi (e incolpevoli) al tracollo del 1994, e anni dopo (nel bel mezzo della maturità) non riuscirono a scrollarsi di dosso quel brutto ricordo. In due fasi anche l'esperienza rossocrociata di Jimmy Fialdini (6 mesi nel 1998 e poi il triennio 2002-2005), senza mai entrare nel cuore dei tifosi. Federico Balestri e Andrea Parola rientrarono alla base dopo i trascorsi di successo in Bulgaria, ma non riuscirono a trovare la giusta consacrazione. Invece Federico Viviani, altro prodotto del vivaio, a Pisa ha conosciuto la B, ma anche l'amarezza di una retrocessione in casa propria. Infine c'è chi, almeno come prestazioni, è ripartito da dove si era fermato, ma senza il conforto del risultato finale. Emanuele D'Anna, protagonista (con Calori e Passiglia) della promozione in B del 2007 e della prima fantastica stagione in cadetteria con Ventura, finì ancora in copertina dopo 6 mesi di assenza, nell'inedito ruolo di interno, fino allo smarrimento (generale) della gestione Giordano e ad un inaspettato declassamento in C, dal Chievo nel Benevento.
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