Sicurezza
Pisa in C1, manca solo il sì ufficiale
Francesco Loi
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Il sindaco Filippeschi col presidente del Pisa Battini durante una premiazione Sarà sancito il 4 agosto. Intanto è fallita la ex società presieduta da Pomponi
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PISA. La grande attesa è cominciata. Ora solo l'annuncio ufficiale del consiglio della Federcalcio separa il Pisa dal ripescaggio in Prima divisione. Da ogni dove giungono esclusivamente conferme su questo approdo che resta clamoroso: due salti di categoria nella stessa stagione. Tutti gli ostacoli sembrano superati dopo aver passato le verifiche della Lega Pro. Adesso decide Abete. Ovvero il personaggio che sempre ha visto possibile lo sbarco del Pisa nell'ex C1. Mercoledì 4 agosto, come ormai largamente noto, il consiglio federale annuncerà tutto, ma proprio tutto. Dirà la sua parola definitiva sulla Prima divisione e sulla Seconda, sulle ripescate, sulle escluse e sulla ripartizione dei gironi. Anche le tv ed i quotidiani sportivi nazionali si stanno sbilanciando: il Pisa viene inserito tra le elette. E' più in generale sul nuovo assetto della Prima divisione che non vengono poste questioni: otto posti liberi, otto società con i requisiti e la chiusura del cerchio è fatta. Tutte le attenzioni sono semmai concentrate sulla Seconda divisione, dove un numero di richieste di ripescaggio inferiore ai posti che si sono liberati porterà ad un anticipo della riforma della Lega Pro, con taglio delle squadre inserite in ciascun girone. Pisa Calcio fallito. In questo percorso si è inserita la notizia che arriva da Roma del fallimento ormai decretato del Pisa Calcio. Gli interessati devono ancora ricevere le notifiche, poi Luca Pomponi avrà a disposizione quindici giorni per fare eventualmente ricorso. Un sobbalzo è stato inevitabile, dal momento che tra i criteri per essere ripescabili si fa espresso riferimento a non avere fallimenti alle spalle negli ultimi cinque anni. Le tribolazioni del Pisa Calcio però non interferiranno con il ripescaggio dell'Ac 1909, perchè, in sostanza, si tratta di due vicende ben distinte. Lo spiega l'avvocato Andrea Bottone, in costante contatto con gli studi bolognesi dell'avvocato Grassani. «E' importante sottolineare che l'Ac Pisa ha cominciato e percorso la propria strada in modo indipendente rispetto al Pisa Calcio. Non ci sono analogie di nessun tipo con i casi di Pro Patria (che infatti era stata esclusa dalle ripescabili, ndr) e Pescara, visto che entrambe queste storie si sono snodate in lampante continuità tra due gestioni, anche a campionato in corso e portato in fondo». I nuovi gironi. Si può anche cominciare ad ipotizzare la nuova suddivisione dei gironi A e B della Prima divisione, se resteranno invariati i criteri attuali. I nerazzurri potrebbero così rientrare nel girone A, trovando, tra le altre, Lucchese, Spezia e Viareggio. In questo caso sarebbe il Verona (o il Bassano) a spostarsi nell'altro raggruppamento. Circola però anche l'ipotesi di un ritorno alla suddivisione nord-sud per formare i due gironi. I derby resterebbero comunque. Rinvio dei campionati. Il presidente della Lega Pro Mario Macalli ha chiesto un incontro urgente al sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport, Rocco Crimi, di fronte ai notevoli problemi della Prima e Seconda Divisione, «sino - ha detto - a metterne in discussione la loro stessa sopravvivenza». Per questo paventa la possibilità che i tornei possano non prendere il via e siano rinviati a data da destinarsi.
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