Attenzione
Ripescaggi, cercansi concorrenti
Per ora sono solo 4 e la beffa è dietro l'angolo
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PISA. Ci si avvicina al giorno della verità. Domani scadono i termini per presentare le domande di ripescaggio in Prima divisione. Il Pisa si iscrive alla grande corsa: le pratiche sono state avviate, con le fideiussioni e gli assegni circolari già regolarmente emessi. Adesso occorre sapere quanta concorrenza troveranno i nerazzurri, ovvero quante società avranno analoga forza economica per presentare fideiussioni a cash per un totale di un milione di euro, oltre ai 200mila già versati per l'iscrizione alla C2. Poi sarà il consiglio federale del 4 agosto ad avere l'ultima parola. Il Pisa in questa fase non può avere certezze, tutto si deciderà sul filo di lana. La sensazione è che i problemi potrebbero derivare dalla troppa concorrenza, in un senso o nell'altro: o troppa o anche troppo poca. Anzi, è proprio l'eventuale troppo poca concorrenza a far sorgere le maggiori preoccupazioni. Cosa succederà, cosa deciderà il consiglio federale se non avrà a disposizione 8 società con tutti i pagamenti in regola per rimpiazzare gli 8 club che non si sono iscritti? In altre parole, se non dovesse avere la possibilità di mantenere i due gironi di Prima divisione a 18 squadre, la Figc come si comporterebbe? Mario Macalli, presidente di Lega Pro, lo ha già precisato: "Il ripescaggio è una possibilità, non un obbligo". Quindi, se è vero che il format dei campionati sarà ritoccato solo dal 2011-2012, di fronte alle necessità determinate dal crollo economico delle società, ci potranno anche essere gironi "zoppi" o ridotti da 18 a 16. L'ultimo "borsino" vede quattro società già pronte: Paganese, Pavia, Barletta e Nocerina (e con il Pisa fanno cinque). Problemi sempre maggiori per Gela, Siracusa e Catanzaro. Bassano e San Marino sono a metà del guado. Si capisce dunque dove sia annidato il rischio della beffa: non più di cinque società che fanno domanda e la Figc che si vede costretta a varare due gironi da 16, bloccando così i ripescaggi a... quota quattro. Quattro come i club che in effetti si stanno mettendo in regola e che sopravanzano il Pisa nella graduatoria delle ripescabili. Im quel caso beffardo i nerazzurri potrebbero quindi essere gli unici a non usufruire del ripescaggio, nonostante tutte le possibilità e gli sforzi in atto. A meno di non prevedere, visto che i soldi fanno gola a tutti, appunto un girone "zoppo", con squadre dispari. Per vedere di nuovo aumentare le possibilità di doppio salto in Prima divisione sarebbe perciò necessario che qualche altra società si unisse all'elenco delle pretendenti. Su chi puntare? Il Bassano continua a ritenere troppo alto il prezzo delle fidejussioni; il Gela avrebbe tanta voglia di fare domanda, ma dalla classe imprenditoriale non sono arrivate le aperture richieste dal presidente Tuccio per avere un aiuto da 400mila euro. Ora ci provano i tifosi, che hanno attivato un conto corrente bancario specifico. E sperare nel Siracusa? Nel club siciliano sono irritati con la banca locale che avrebbe dovuto garantire le fideiussioni, ma l'accordo non c'è stato. Il ripescaggio si lega quindi solo alle ulteriori esposizioni ed esborsi personali della proprietà. La delusione però è tanta e qualcuno azzarda anche che il presidente del Siracusa, per protesta, potrebbe dimettersi. A Catanzaro la situazione è ancora più complicata, dal momento che nessun gruppo di imprenditori ha deciso di affiancarsi a quello che avrebbe dovuto essere il nuovo azionista di maggioranza, Giuseppe Cosentino; se andrà avanti e da solo l'assetto attuale, l'unica possibilità resta quella della Seconda divisione. Il Pisa non può che rimanere alla finestra.
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