Il Tirreno

Pisa

Il pisano Biagio Pagano sbarca a Livorno

 Massimo Berutto
<b>IN AMARANTO. </b>Biagio Pagano
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IN AMARANTO. Biagio Pagano

Spinelli ha pagato 700mila euro alla Reggina per il suo cartellino

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 PISA. Per tornare in serie A il Livorno deve affidarsi ad un pisano. Uno dei talenti più importanti della nostra città, uscito alla grande da una stagione poco felice della propria squadra.  Biagio Pagano ha firmato un contratto triennale con la società di Spinelli, passando dall'amaranto della Reggina a quello dei cugini labronici. Per lui il patron genovese ha dovuto persino sborsare una discreta cifra.  Infatti a differenza dell'altro pisano Maurizio Pugliesi (che ha scelto la sponda nerazzurra), Pagano non si è svincolato dal non iscritto Rimini (dove ha giocato per 3 anni), perché il team romagnolo non lo aveva riscattato dalla Reggina. Sono serviti 700mila euro, da versare nelle casse del presidente calabrese Lillo Foti, per trasferire il nostro concittadino dallo Stretto all'ombra dei 4 Mori. Soldi spesi bene, per un calciatore che in una Reggina sull'orlo di una clamorosa retrocessione in C ha segnato 11 gol, e confezionato svariati assist.  Il nome di battesimo e il luogo di nascita nascondono la pisanità della ventisettenne sgusciante ala. Pagano è nato a Napoli - come evidenziato dal sito del Livorno nel comunicato ufficiale dell'acquisto -, ma è pisano a tutti gli effetti, e per la verità non lo ha nascosto nelle prime battute di rito con i cronisti.  In un'intervista di qualche anno fa il fantasista svelò l'arcano: "A Napoli sono solo nato. Sono pisano da quando avevo 18 mesi. I miei genitori vivono alla Cella, mentre io ho comprato casa a Titignano". Ed era persino allo stadio per la finale playoff fra Pisa e Monza.  Sgombriamo il campo dagli equivoci: la scelta di Pagano è sicuramente comprensibile. Un professionista sceglie la migliore destinazione che gli viene proposta, e Livorno è una piazza ambita, come è stata Pisa per i vari Fiorentini, Nista, Mattei, Botteghi e molti altri, tutti labronici doc.  Il sodalizio rossocrociato aveva già avuto la sua occasione di portare a casa l'attaccante esterno, ma l'opportunità sfumò sul più bello: "Io ho saputo di una possibilità nell'anno 2003-04 - ci confessava Pagano nella vecchia intervista -. C'era ancora Mian come presidente. A gennaio ero all'Atalanta, ma non trovavo spazio. Si fece avanti la signora Gentili, ed era quasi tutto pronto per firmare il contratto. Poi si propose la Sampdoria, e quindi la possibilità di andare in serie A. Io scelsi quella strada".  Antenucci e Greco. Il coach amaranto Bepi Pillon lo ha voluto strenuamente a Livorno, come avrebbe fatto carte false per tenere con sé Mirko Antenucci, che con il tecnico trevigiano è sbocciato da timido attaccante del Pisa a bomber implacabile dell'Ascoli (a segno 24 volte). Anche Camilli non disdegna gli ex nerazzurri: dopo Melucci, Job e Joelson (4 gol all'attivo nel 2009-10), ecco Giuseppe Greco (ultima stagione a Cesena, ma di proprietà del Bari di Ventura).

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