Il Tirreno

Pisa

Il Porta a Piagge punta sul calcio etico

Carlo Palotti
Il presidente Riccardo Lazzeri e una amichevole del Porta a Piagge con il Pisa
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Il presidente Riccardo Lazzeri e una amichevole del Porta a Piagge con il Pisa

Quasi 350 atleti negli organici del club di San Cataldo

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 PISA. Dobbiamo tornare ad un calcio più attento ai valori. È dal Porta a Piagge che inizia la rincorsa del calcio pisano, verso una gestione manageriale incentrata sulla cura e la crescita degli atleti. Il presidente rossoblù Riccardo Lazzeri dice: «Carattere, rispetto delle cose e degli avversari, alla base della formazione dei giovani calciatori».  18 squadre, 347 atleti, 80 operatori, 100 soci e un migliaglio circa di utenti complessivi. Questi sono i numeri che rappresentano l'Us Porta a Piagge Asd, squadra di quartiere pisana, che oltre ai successi in campo dilettantistico e giovanile, da qualche anno ha anche deciso d'improntare la propria azione in senso etico.  «Non vogliamo - dice Riccardo Lazzeri - passare per saccenti. I princìpi a cui ci affidiamo sono quelli che seguono tutte le società sportive. La nostra "missione" vuole anche che alle parole seguano fatti concreti». Per far ciò quindi, il direttivo della società (in carica fino al 2012), ha deciso di armarsi di buona volontà puntando tutto sull'unica arma a propria disposizione: la tenacia. «Non pensiate - continua Lazzeri - che sia semplice far passare il messaggio. Agire seguendo il solo principio del rispetto delle cose e dell'avversario in campo, anche a discapito dei risultati, non trova sempre porte aperte. A volte si mette di traverso l'atteggiamento del collaboratore, oppure, e su questo per avere conferma basta andare la domenica mattina al campo, quello dei genitori. Noi continueremo a seguire la nostra strada e se alla fine ci troveremo in minoranza, sarò pronto a farmi da parte anzitempo».  Il nuovo corso intrapreso dal Porta a Piagge però col tempo, ha anche iniziato ad ottenere i primi risultati sul campo di gioco: «Abbiamo capito - conclude Lazzeri - che un ragazzo formato secondo i canoni sopracitati, ha un rendimento migliore come calciatore. La soluzione alla crisi imperante nel calcio italiano (vedi la compravendita dei mini-calciatori uscita alla ribalta sui giornali qualche tempo fa) allora, potrebbe arrivare da una diversa gestione dei settori giovanili. L'obiettivo di ogni giovane calciatore dovrebbe ritornare l'approdo alla prima squadra della società in cui gioca, a quella formazione che rappresenta pienamente i valori a cui è stato formato».  Dopo il mantenimento della Prima Categoria e della Juniores Regionale, la società di via De Ruggero si appresta ad iniziare una nuova stagione. Nello scorso campionato l'ottavo posto raggiunto dai dilettanti di mister Cecchi, è stato arricchito dal primo posto ottenuto in Coppa Disciplina e dal contemporaneo lancio di molti giovani.  Questa la rosa 2010/2011 (all. Cecchi): Pula, Bacci, Battaglini, Cini, Falleni, Leoncini, Quartieri, Gnudi, De Tata, Lazzeri, Simoncini, Coli, Carcassi, Tacchini, Melani, Degli Innocenti. Dal mercato quattro colpi importanti: Ivone e Corriano (ex Calci), De Vita (ex Marsala), Lenzi (ex Scintillapisaest). Allenatore dei portieri Franco Lorenzetti, DS Giulio Banchelli, DG Uris Lazzeri, medico sportivo Nicola Fantacci, segretario Marco Bucalossi.

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