Gioco
L'emozione del "nuovo" Pugliesi
Massimo Berutto
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Pugliesi in uscita alta in una sfida fra Grosseto e Rimini in serie B «Venivo in curva per Piova, Mannini e Cuoghi»
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PISA. La storia si ripete: Maurizio Pugliesi approda di nuovo alla corte di Piero Camilli in una formazione neopromossa in C2. La prima volta dell'estremo difensore con il Comandante nel 2002-03, e ovviamente a Grosseto: 34 presenze su 34 e 2 gare nei playoff, bada caso contro il Rimini, ossia la stessa squadra che lo avrebbe accolto 2 anni dopo e per 6 stagioni consecutive. E ora da pisano a Pisa per coronare il sogno di ogni tifoso. Maurizio, a che punto è il tuo ritorno a casa? «Sinceramente è questione di ore». Quanti saranno gli anni di contratto? «Io ne vorrei 2. Ci siamo trovati d'accordo su tutto, non ci dovrebbero essere problemi». Con quale spirito ti imbarchi sulla nave nerazzurra? «Con lo spirito di sempre quando si inizia una nuova avventura. Per me sarà particolare perché sono pisano». Di dove sei precisamente? «Di Santo Pietro Belvedere, nel comune di Capannoli». Eri titolare in Prima Divisione: cosa ti ha spinto a rimetterti in discussione con il rischio di dover disputare la C2? «È il nostro lavoro rimettersi sempre in discussione. Sono stato 6 anni a Rimini. La società ha chiuso e io ho deciso di andare una grande piazza, che sicuramente farà un campionato importante». Vieni a confrontarti con il giovane Lanni... «Ho seguito il Pisa per tutto l'anno, anche perché ero a Rimini ed i nerazzurri sono venuti a giocare in Romagna. Ho sentito parlare molto bene di questo ragazzo. Anche addetti ai lavori mi hanno chiesto informazioni su di lui». Torni alle dipendenze di Camilli: che ricordo hai del Comandante? «Buono. Quando arrivai a Grosseto, la società era stata appena ripescata in C2. Partimmo per salvarci ma a gennaio ci ritrovammo a lottare per le prime posizioni con Fiorentina e Rimini. Camilli rinforzò la squadra per provare a vincere». Due anni fa il tuo Rimini espugnò l'Arena, e stava per beffare il Pisa nella corsa ai playoff... «Sono venuto a Pisa anche con il Pontedera, e poi con il Rimini in un campionato importante come la serie B. Da bambino andavo a tifare in Curva Nord, ma ovviamente in campo ognuno cerca di fare il bene della propria squadra». Chi erano i tuoi idoli da tifoso? «Su tutti Piovanelli, perché segnava tanti gol. Un altro era Mannini: lui era a Pisa quando io a 12-13 anni iniziavo a fare il portiere. E mi ricordo le reti di Cuoghi». Lo scorso anno la cancellazione del Pisa Calcio, adesso quella del Rimini: come mai la sparizione di una società che era presa come esempio? «Semplicemente perché la Cocif (azienda produttrice di serramenti, ndr) era proprietaria del Rimini. Da tempo chiedeva aiuto all'imprenditoria locale. Non ricevendo risposte ha deciso di chiudere. Non c'è stato fallimento».
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