Sicurezza
Calori: nessuno mi ha contattato
Massimo Berutto
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Calori con la maglia del Pisa (a sinistra Biancone) Dice l'ex difensore: che ci siano voci mi fa piacere, verrei volentieri in una società nuova e serie che ha fatto dimenticare il brutto passato
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PISA. «Per me sarebbe pronto un triennale con il Pisa? La verità è che non ho parlato con nessuno. Una voce che mi fa piacere, ma non ha nulla di fondato». Non è una semplice frase di circostanza se a pronunciarla è un ragazzo schietto come Simone Calori, di ritorno da due settimane di vacanza negli Stati Uniti, e meravigliato della notizia, uscita fra l'altro da Taranto e non per opera di estimatori provenienti dalla nostra città. Il difensore di Montevarchi (uno dei protagonisti della promozione in B del 2007), trentenne, ha ancora un anno di contratto con il Vicenza. Da Taranto (dove era in prestito) si spinge per una sua conferma. «Avere un anno di contratto - ci confessa l'ex nerazzurro - è una grande fortuna in un mondo del calcio che sta andando alla rovescia, con tutte le squadre che sono fallite. Adesso sono interessato ad un programma importante per il futuro». Pisa nel cuore. Se la notizia del possibile ritorno è solo un'illazione di mercato, e non ha niente di vero, come può essere trapelata? Calori ha una simpatica spiegazione: «Dovunque io vada la gente è convinta che io sia pisano e non aretino. In un anno di Pisa e frequentando Iacopo Balestri (sono stati compagni nel Mantova, ndr) ormai ho preso l'accento pisano. Io e Iaio a fine stagione scherzando ci siamo detti: torniamo a Pisa tutti e due?". Forse qualcuno li avrà sentiti. Nella squadra rossocrociata il difensore ha una talpa...il suo grande amico Cristiano Caleri: «Ho parlato con lui: Cristiano è fuori di testa per Pisa. Gli avevo detto che giocare lì sarebbe stata un'esperienza fuori dal normale. In una stagione ha avuto tutto dal calcio a 35 anni. In Italia non c'è un'altra squadra che retroceda all'ultima giornata, fallisca e riparta con migliaia di abbonati. Vorrei vedere cosa succederebbe ad Inter o Juventus in quelle condizioni». Calori da lontano ha seguito anche le prime mosse della società: «Una società nuova e seria, con due presidenti navigati. Penso che abbiano ragione quando chiedono di essere aiutati. Non so come o quando ma serve un sostegno, perché la crisi si sente ovunque, anche in Veneto. Mi auguro che la squadra venga ripescata in C1». I mali del pallone. Il terzino di Montevarchi ha conosciuto da vicino i problemi del calcio, passando da Pisa a Mantova, e facendo scalo anche nel Perugia di Covarelli: «Nel calcio c'è una marea di avvoltoi, e vanno avanti società come Sassuolo, Cittadella, Albinoleffe e Chievo, che riescono a far bene nel piccolo. Spendere molto non è una garanzia di vittoria».
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