Sicurezza
Pisa, «il mio miglior nemico»
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Lo striscione dei tifosi amaranto in ricordo di Matthias Hauser Fa scalpore lo striscione amaranto all'Ardenza
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PISA. Si insultano sempre, anche a distanza. Se possono, si picchiano anche. Ma a quanto pare si rispettano molto più di alcune tifoserie che fra di loro sono addirittura gemellate. Domenica scorsa all'Ardenza, in occasione di Livorno-Lazio, ha fatto scalpore (e poi il giro dei siti di tifosi di tutta Italia) lo striscione "Ciao Matthias, amico del mio miglior nemico" esposto dagli amaranto. Il Matthias dello striscione altri non è che Matthias Hauser, il ragazzo tedesco morto il 25 aprile a Cecina, fuori dallo stadio Rossetti, dove era andato (con un viaggio di 12 ore da Karlsruhe) a tifare per i nerazzurri. Una morte accidentale, ma anche un dramma che aveva gettato nello sconforto i suoi amici tedeschi e i pisani, che poco prima della fine del primo tempo fecero addirittura invasione di campo per fare sospendere la partita. Gesto criticabile quanto si vuole, ma dettato dall'incontrollato dolore del momento. Il Pisa acconsentì immediatamente a chiudere lì la partita (stava vincendo 1-0) sapendo che questo gli sarebbe costato la sconfitta a tavolino. Arrivata, curiosamente, non subito ma... solo in seguito ai reiterati ricorsi del Cecina che è stato dichiarato a sua volta perdente. manifestazioni di solidarietà se sono arrivate tante, ma quella dei livornesi era onestamente inattesa, benchè le due tifoserie abbiamo diversi tratti in comune riguardo alla matrice politica delle curve e ad alcune iniziative benefiche condivise in passato (senza farne troppa pubblicità). E ora questo striscione del pubblico più "nemico" del mondo. Nemico solo per il pallone, però, perché l'espressione "il mio miglior nemico" nel linguaggio dei tifosi - e non solo - indica rispetto, al di là dell'ostilità pallonara. Il messaggio esposto all'Ardenza, oltre alla condivisione del dolore per Matthias, sembrava dire proprio questo: noi non andiamo d'accordo, figurarsi, ma avete fatto bene. Nemici ce ne sono tanti, ma fra quelli che restano tali voi siete i migliori. Nell'occasione è sembrato volersi rimarcare un altro tratto in comune fra le due tifoserie, quella dell'Ardenza e quella dell'Arena: il calcio di oggi - quello delle tv, delle moviole, delle intemperanze dei miliardari, del "fattore umano" sempre più negletto - non è il calcio che vorremmo. E se lo sfortunato Matthias fosse stato un tifoso straniero che seguiva il Livorno, quello striscione lo avremmo probabilmente visto all'Arena. A.Sc.
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