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Pisa

CALCIO

La rinascita di Kenneth Obodo

Massimo Berutto
La grinta di Carparelli contro il Chioggia
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La grinta di Carparelli contro il Chioggia

La metamorfosi di Obodo: da centromediano talvolta estraneo al gioco e non di rado pericolosamente distratto, ad interno capace di sfruttare lo spazio davanti a sé e di sfornare palloni invitanti per i compagni. Una variante tattica annunciata con qualche settimana di anticipo da Stefano Cuoghi e messa in pratica dopo l'infortunio occorso a Vagnati nella gara di Russi.

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PISA. La metamorfosi di Obodo: da centromediano talvolta estraneo al gioco e non di rado pericolosamente distratto, ad interno capace di sfruttare lo spazio davanti a sé e di sfornare palloni invitanti per i compagni. Una variante tattica annunciata con qualche settimana di anticipo da Stefano Cuoghi e messa in pratica dopo l'infortunio occorso a Vagnati nella gara di Russi.

L'assenza del capitano ha liberato un posto sul centrodestra, proprio la zona di campo che il mister aveva scelto per il rilancio del nigeriano. Come per incanto il centrocampista si è acceso illuminando il gioco di squadra. Alessandro Bertoni, che domenica scorsa ha sostituito Cuoghi in panchina, è dello stesso avviso: «Obodo è cresciuto molto. È migliorato ed è più consapevole dei suoi mezzi. Sta offrendo ottime prestazioni. Siamo contenti per lui e per la squadra». Cristiano Caleri, il giocatore che gli è più vicino in campo e quello che lo ha sostituito da centromediano, ha una propria interpretazione: «Rispetto a quando giocava davanti alla difesa si sente più libero di esprimere le qualità offensive e tecniche. Acquisendo fiducia nei propri mezzi è migliorato».

Interno atipico. In realtà con Obodo al posto di Vagnati il 3-5-2 di Cuoghi è stato leggermente rimodulato. Specialmente contro il Chioggia abbiamo visto spesso Obodo lanciarsi in avanti (come Gagliardi sull'altra fascia) fino alla linea dei due attaccanti, nelle modalità richieste ai due esterni. Non di rado Laezza (il terzino destro di ruolo) si è accentrato per coprire le scorribande del compagno, modificando in parte il proprio modo di giocare. Con le spalle protette Obodo ha la mente sgombra per alzare la testa e servire i compagni, in orizzontale, in verticale e con cambi di fronte.

Il sacrificio di Chiesa. La reinterpretazione del ruolo di interno destro ha lasciato briglie sciolte ad Obodo ma forse ha ridotto gli spazi di manovra di Nicolas Hernan Chiesa. Con Vagnati in campo l'argentino era libero di svariare tra le linee a destra e a sinistra, con la certezza che il capitano diligentemente avrebbe sempre coperto la parte opposta. Con Obodo la storia è diversa, e anche il sudamericano (come Laezza) si è dovuto adattare, sempre più chiuso e calato nel ruolo di mezzala sinistra, spesso addirittura di mediano azzannacaviglie, anche se a dispetto della prolificità offensiva (Chiesa non segna da Adriese-Pisa del 13 dicembre). Un rifinitore che macina chilometri, assicurando quantità e qualità. Quasi un nuovo Stefano Cuoghi.

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