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Sport Calcio
Pisa bussa tre volte e si riprende la vetta
Antonio Scuglia
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Svetta TalignaniI nerazzurri bussano tre volte e si riprendono la vetta della classifica. Apre le danze il solito feroce Carparelli, poi è l'argentino Hernan Chiesa (doppietta per lui) che si iscrive al club dei goleador del Pisa: è l'undicesimo nerazzurro (!) a segno in 14 giornate. E il pubblico ringrazia e festeggia: all'Arena Garibaldi, oltre ai 4mila fedelissimi di sempre, comincia a tornare anche chi si sta riprendendo solo ora dallo choc della retrocessione-cancellazione dei mesi scorsi
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PISA. I nerazzurri bussano tre volte e si riprendono la vetta della classifica. Apre le danze il solito feroce Carparelli, poi è l'argentino Hernan Chiesa (doppietta per lui) che si iscrive al club dei goleador del Pisa: è l'undicesimo nerazzurro (!) a segno in 14 giornate. E il pubblico ringrazia e festeggia: all'Arena Garibaldi, oltre ai 4mila fedelissimi di sempre, comincia a tornare anche chi si sta riprendendo solo ora dallo choc della retrocessione-cancellazione dei mesi scorsi.
Marco Carparelli è il trascinatore di questa squadra e non solo per il gol segnato. I nerazzurri stanno ritrovando piano piano tutti i loro miglior giocatori, soprattutto quelli che nella gestione Indiani non trovavano spazio. Dopo la doppietta di Cantoro domenica scorsa a Chioggia, è stata la volta dell'altro argentino Chiesa ad andare due volte a bersaglio. Non è stata una mission impossible quella della squadra di Cuoghi: se il Castel San Pietro non ha ancora vinto in campionato un motivo ci sarà. Però la gara non è stata, almeno in avvio, per niente scontata. La formazione bolognese, da due settimane allenata da Lorenzo, ci ha messo un buon piglio e la rapidità giusta, tanto che in qualche ripartenza è stata pericolosa. Soprattutto quando Semprini (15') ha mirato dai venti metri in diagonale l'angolino basso alla destra di Bercigli, che con un balzo notevole è andato a sventare. Era in quella fase che il Pisa, totalmente confermato da Cuoghi rispetto alla trasferta di Chioggia, non riusciva a dare la propria impronta al match. In cabina di regia erano troppi gli errori in appoggio, anche i più semplici, di Obodo. E Chiesa cercava invano il giusto posizionamento, un po' da interno e un po' da rifinitore. Il problema, per il Castel San Pietro, è che se anche i nerazzurri stentavano a livello di gioco, creavano problemi ogni volta che entravano in area. Solo una bella parata di Saputo al 4' su incornata a colpo sicuro di Talignani e la traversa che respingeva al 23' un pallonetto di Vagnati (dopo una bella discesa e lo scambio stretto con Chiesa), impedivano al Pisa di sbloccare il risultato. Con lo 0-0 ancora inchiodato l'entusiasmo del Castel San Pietro reggeva, ma doveva ancora fare i conti con Carparelli che, nel frattempo, i palloni andava anche a cercarseli da solo. La gara si è sbloccata quando anche Laezza, così come stava già facendo Talignani, ha iniziato a spingere sulla sua fascia; il suo cross al 34' era preciso e il colpo di testa di Carparelli era una frustata imparabile. Saliva di tono a quel punto tutto il complesso nerazzurro, dentro il quale Cantoro lottava, ma sempre un po' troppo lontano dalla porta, mentre Chiesa cominciava ad infilarsi ovunque con il suo passo rapido. Il fantasista argentino si trovava al punto giusto nel momento giusto, al 42', per andare a concretizzare un cross di Carparelli sul quale si era gettato Cantoro provocando scompiglio nell'area ospite. La partita finiva di fatto in quel momento.
Il Castel San Pietro, privo dei difensori centrali titolari (entrambi squalificati), era ormai capitolato e non poteva avere le risorse per una reazione tecnicamente convincente. Per di più, subito ad inizio ripresa, Chiesa (4') era implacabile dentro l'area, confezionando una combinazione rapida dei suoi compagni e battendo ancora il portiere giallorosso. Il resto si può sintetizzare nella tripletta sprecata dallo stesso Chiesa, nella vana ricerca del gol di Cantoro, nei tanti applausi per Carparelli al momento della sostituzione e nell'orgoglioso tentativo del Castel San Pietro di segnare il gol della bandiera. Ma va detto che negli ultimi 15' il Pisa aveva tirato i remi in barca, senza dare ai nuovi entrati Francesconi, Porro e Longo grandi occasioni di mettersi in mostra.
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