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Sport Calcio
Camilli: abbiamo ricominciato a giocare
Francesco Loi
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Camilli a destra a una riunione della Lega Calcio a MilanoPiero Camilli, da Chioggia i primi frutti della svolta tecnica...
«Ci voleva. Già la domenica precedente c'erano stati alcuni segnali. Nel secondo tempo con il Santarcangelo, pur in quell'incredibile pantano, la squadra aveva mostrato qualcosa»
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PISA. Piero Camilli, da Chioggia i primi frutti della svolta tecnica...
«Ci voleva. Già la domenica precedente c'erano stati alcuni segnali. Nel secondo tempo con il Santarcangelo, pur in quell'incredibile pantano, la squadra aveva mostrato qualcosa».
Cosa ha notato di differente, anzitutto?
«Altro spirito, altre motivazioni».
E Cantoro in campo...
«Ha sempre fatto gol in tutte le categorie. Con quel sinistro può mettere in difficoltà ogni portiere».
Nella precedente gestione tecnica non giocava mai...
«Se è per questo, nemmeno veniva fatto allenare come gli altri. Ma dico: almeno qualche spezzone di gara, per fare rodaggio, per aiutarlo ad entrare in forma».
La sua spiegazione?
«Non so, una forma di autolesionismo. E c'era anche qualcuno che gli dava spago, ad Indiani...».
Da Carpi a Chioggia...
«Quella partita di Carpi mi confermò tutto: si giocava da far cadere le braccia. Palla lunga e pedalare. Da Macelloni agli attaccanti, e centrocampo ignorato».
Sta ripensando a Cantoro...
«A Cantoro, a Chiesa. Con questi in campo a Carpi non si sarebbe perso. Novanta minuti nell'area avversaria, senza tirare in porta. E' chiaro che mancava qualcosa».
E' anche vero che, per un po', quel Pisa è andato...
«Siamo vissuti sulla fantasia di Ilari e su Talignani. Poi ci hanno scoperti».
Bisognava ricorrere alla famosa qualità...
«Certo, più qualità. Nel nostro organico ce n'è».
E ora la rosa si sta "allargando", come chiedeva la società...
«Non ci sono controprove, ancora. Però non era possibile che in un gruppo di 30 giocatori ci fossero 13 intoccabili, e stop».
A Chioggia l'attacco è stato super, la difesa non altrettanto...
«Dietro dobbiamo soffrire un po'. Con la regola dei giovani, in cinque devono andare in campo. Ma io sono d'accordo con l'allenatore: meglio i vecchi davanti che dietro. Cantoro, Carparelli, Chiesa, così come lo stesso Porro, è tutta gente che potrebbe fare la C1».
La regola degli under sembra la storia della coperta corta: da qualche parte i conti non tornano...
«Non è facile. Le grandi squadre in serie D non mandano le loro promesse. La Roma mi ha dato per il Grosseto due come Crescenzi e D'Alessandro. A Pisa non sarebbero mai venuti».
La classifica è migliorata di nuovo...
«Siamo secondi, quindi bisogna ancora darsi da fare».
«Ci voleva. Già la domenica precedente c'erano stati alcuni segnali. Nel secondo tempo con il Santarcangelo, pur in quell'incredibile pantano, la squadra aveva mostrato qualcosa».
Cosa ha notato di differente, anzitutto?
«Altro spirito, altre motivazioni».
E Cantoro in campo...
«Ha sempre fatto gol in tutte le categorie. Con quel sinistro può mettere in difficoltà ogni portiere».
Nella precedente gestione tecnica non giocava mai...
«Se è per questo, nemmeno veniva fatto allenare come gli altri. Ma dico: almeno qualche spezzone di gara, per fare rodaggio, per aiutarlo ad entrare in forma».
La sua spiegazione?
«Non so, una forma di autolesionismo. E c'era anche qualcuno che gli dava spago, ad Indiani...».
Da Carpi a Chioggia...
«Quella partita di Carpi mi confermò tutto: si giocava da far cadere le braccia. Palla lunga e pedalare. Da Macelloni agli attaccanti, e centrocampo ignorato».
Sta ripensando a Cantoro...
«A Cantoro, a Chiesa. Con questi in campo a Carpi non si sarebbe perso. Novanta minuti nell'area avversaria, senza tirare in porta. E' chiaro che mancava qualcosa».
E' anche vero che, per un po', quel Pisa è andato...
«Siamo vissuti sulla fantasia di Ilari e su Talignani. Poi ci hanno scoperti».
Bisognava ricorrere alla famosa qualità...
«Certo, più qualità. Nel nostro organico ce n'è».
E ora la rosa si sta "allargando", come chiedeva la società...
«Non ci sono controprove, ancora. Però non era possibile che in un gruppo di 30 giocatori ci fossero 13 intoccabili, e stop».
A Chioggia l'attacco è stato super, la difesa non altrettanto...
«Dietro dobbiamo soffrire un po'. Con la regola dei giovani, in cinque devono andare in campo. Ma io sono d'accordo con l'allenatore: meglio i vecchi davanti che dietro. Cantoro, Carparelli, Chiesa, così come lo stesso Porro, è tutta gente che potrebbe fare la C1».
La regola degli under sembra la storia della coperta corta: da qualche parte i conti non tornano...
«Non è facile. Le grandi squadre in serie D non mandano le loro promesse. La Roma mi ha dato per il Grosseto due come Crescenzi e D'Alessandro. A Pisa non sarebbero mai venuti».
La classifica è migliorata di nuovo...
«Siamo secondi, quindi bisogna ancora darsi da fare».
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