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PISA SPORT
Indiani resta, ma è sulla graticola
Francesco Loi
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Futuro nebuloso per il tecnico del Pisa Paolo IndianiIl ds Minguzzi ha criticato le sostituzioni Francesconi: tre gol segnati non sono bastati a coprire gli errori
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PISA. Paolo Indiani rimane al suo posto. Fino a domenica, per la partita-verità contro il Carpi. Poi si vedrà. La nottata è passata. Nel quartier generale di Piero Camilli le luci sono rimaste accese a lungo. E la panchina ha traballato assai. La voglia di cambiare non era nascosta.
Sin dal post-Castellarano l'ipotesi dell'esonero non era stata esclusa, anzi, dallo stesso Camilli. «Tutto è stato valutato», ammette l'amministratore delegato Angelo Palmas. Si dice che sarebbero stati passati in rassegna una serie di possibili candidati: da Cuoghi a Viscidi, a Firicano. Nessuno però ha vinto la corsa. Anche perchè, e ormai è il segreto di Pulcinella, nei pensieri c'è - o meglio: ci sarebbe - il clamoroso ritorno di Piero Braglia. La disponibilità del tecnico della storica promozione in serie B avrebbe forse tagliato la testa al toro. Ma Braglia è in una situazione complicata dopo il divorzio con il Taranto. La sua è una storia fatta al momento di vertenze, avvocati, stipendi non pagati, tesseramenti non depositati, regolamenti (sulla doppia panchina nella stessa stagione) da studiare. «Braglia? In questo momento è più che altro difficile». Ma la pista non è stata abbandonata.
Così, Indiani ha un'altra chance, dentro una situazione per niente facile. Il ds Minguzzi ne ha criticato fortemente le sostituzioni, dopo che nei giorni scorsi lo aveva invitato a tenere più in considerazione tutto l'organico (tradotto: anche i giocatori ingaggiati dopo il suo arrivo). Palmas, voluto da Camilli, espone le medesime idee, pur nel lodevole sforzo di mediare tra le varie posizioni societarie. Il presidente Battini, che mai ha parlato contro Indiani, ammette che la situazione è critica.
La piazza assiste un po' preoccupata. «Nessuno pensava di dover soffrire anche in questa categoria», si sente dire negli abituali punti di ritrovo dei tifosi. «Ora devono vincerle tutte», è l'invito di chi ha meno pazienza. Anche i giocatori hanno acceso il dibattito. Francesconi: «Tre gol segnati non sono bastati per coprire gli errori. I giovani ci sono da una parte e dall'altra, e bisogna mettere in conto anche questo. Forse abbiamo bisogno di più esperienza per gestire meglio». Vagnati: «Ancora una volta abbiamo commesso troppi errori. Dobbiamo migliorare singolarmente, il gruppo c'è». Dunque, prima gli under facevano volare, ora sono, in parte, sul banco degli imputati. E i giocatori meno (o mai) impiegati non possono essere contenti. Tutti compresi nel gruppo-bis, quello della seconda mandata.
Lo spogliatoio, che dopo la definizione camilliana di "fabbri" seguita al pareggio di Pistoia, aveva reagito subito, è chiamato ad un'altra risposta immediata. Ieri allenamento a Camp Darby. Palmas ha tenuto a rapporto la squadra. «Ho voluto dire, in modo diretto, che la società non è contenta. I giocatori non si nascondano dietro l'allenatore. A Carpi è obbligatoria una risposta netta». Fiasconi salterà la partita per infortunio. Accertamenti medici da oggi, come per Obodo. Ritorna Caleri.
Indiani deve inventarsi qualcosa per dare maggiore protezione ad una squadra che prende gol con troppa facilità, chiunque e qualunque sia l'origine delle responsabilità. Le ripartenze trovano troppo spesso la formazione aperta. Una difesa a tre, con gli esterni giovani Laezza e Talignani spostati più avanti, quindi con minori compiti di copertura, può essere un appunto sul taccuino del tecnico. Serve qualcosa per dare una scossa.
Sin dal post-Castellarano l'ipotesi dell'esonero non era stata esclusa, anzi, dallo stesso Camilli. «Tutto è stato valutato», ammette l'amministratore delegato Angelo Palmas. Si dice che sarebbero stati passati in rassegna una serie di possibili candidati: da Cuoghi a Viscidi, a Firicano. Nessuno però ha vinto la corsa. Anche perchè, e ormai è il segreto di Pulcinella, nei pensieri c'è - o meglio: ci sarebbe - il clamoroso ritorno di Piero Braglia. La disponibilità del tecnico della storica promozione in serie B avrebbe forse tagliato la testa al toro. Ma Braglia è in una situazione complicata dopo il divorzio con il Taranto. La sua è una storia fatta al momento di vertenze, avvocati, stipendi non pagati, tesseramenti non depositati, regolamenti (sulla doppia panchina nella stessa stagione) da studiare. «Braglia? In questo momento è più che altro difficile». Ma la pista non è stata abbandonata.
Così, Indiani ha un'altra chance, dentro una situazione per niente facile. Il ds Minguzzi ne ha criticato fortemente le sostituzioni, dopo che nei giorni scorsi lo aveva invitato a tenere più in considerazione tutto l'organico (tradotto: anche i giocatori ingaggiati dopo il suo arrivo). Palmas, voluto da Camilli, espone le medesime idee, pur nel lodevole sforzo di mediare tra le varie posizioni societarie. Il presidente Battini, che mai ha parlato contro Indiani, ammette che la situazione è critica.
La piazza assiste un po' preoccupata. «Nessuno pensava di dover soffrire anche in questa categoria», si sente dire negli abituali punti di ritrovo dei tifosi. «Ora devono vincerle tutte», è l'invito di chi ha meno pazienza. Anche i giocatori hanno acceso il dibattito. Francesconi: «Tre gol segnati non sono bastati per coprire gli errori. I giovani ci sono da una parte e dall'altra, e bisogna mettere in conto anche questo. Forse abbiamo bisogno di più esperienza per gestire meglio». Vagnati: «Ancora una volta abbiamo commesso troppi errori. Dobbiamo migliorare singolarmente, il gruppo c'è». Dunque, prima gli under facevano volare, ora sono, in parte, sul banco degli imputati. E i giocatori meno (o mai) impiegati non possono essere contenti. Tutti compresi nel gruppo-bis, quello della seconda mandata.
Lo spogliatoio, che dopo la definizione camilliana di "fabbri" seguita al pareggio di Pistoia, aveva reagito subito, è chiamato ad un'altra risposta immediata. Ieri allenamento a Camp Darby. Palmas ha tenuto a rapporto la squadra. «Ho voluto dire, in modo diretto, che la società non è contenta. I giocatori non si nascondano dietro l'allenatore. A Carpi è obbligatoria una risposta netta». Fiasconi salterà la partita per infortunio. Accertamenti medici da oggi, come per Obodo. Ritorna Caleri.
Indiani deve inventarsi qualcosa per dare maggiore protezione ad una squadra che prende gol con troppa facilità, chiunque e qualunque sia l'origine delle responsabilità. Le ripartenze trovano troppo spesso la formazione aperta. Una difesa a tre, con gli esterni giovani Laezza e Talignani spostati più avanti, quindi con minori compiti di copertura, può essere un appunto sul taccuino del tecnico. Serve qualcosa per dare una scossa.
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