Lutto
Pisa Calcio
Dieci milioni per portare il Pisa in B
A.Scuglia-F.Loi
◗
Bonuccelli e Carparelli festeggiano dopo un gol al RosignanoChi parla è il commercialista Cesare Cava, già protagonista nel tentativo disperato di questa estate di salvare il Pisa Calcio, ora nominato coordinatore (esterno) del nuovo consiglio d'amministrazione dell'Ac Pisa 1909
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Il Pisa sta facendo e farà di tutto per vincere questo campionato di serie D». Chi parla è il commercialista Cesare Cava, già protagonista nel tentativo disperato di questa estate di salvare il Pisa Calcio, ora nominato coordinatore (esterno) del nuovo consiglio d'amministrazione dell'Ac Pisa 1909. Cava, professionista abituato ai grandi numeri, codifica la nuova realtà nerazzurra uscita dalla prima riunione dei soci di qualche giorno fa. E afferma: «Se sono veritiere le cifre su quanto ha speso la Lucchese lo scorso anno per vincere il campionato, allora il Pisa ha un budget superiore di oltre il 50%». La società rossonera, risulta a noi, aveva speso un milione e mezzo circa a fronte di 300mila euro di entrate. Non è tanto per dire, uno slogan da dare in pasto alla tifoseria, quanto la convinzione emersa dopo il faccia a faccia tra soci che si è svolto proprio negli uffici di Cava a La Fontina.
«Il Pisa è uscito da quell'incontro con un assetto rafforzato», ribadisce. Ora la struttura societaria si basa su due personaggi forti, Piero Camilli e Carlo Battini, «finanziariamente solidi e con la condivisione degli altri soci», tra cui Umberto Aringhieri che detiene il 20% delle quote ed ha preso la carica di vicepresidente. Il rafforzamento della società sta avvenendo su tre versanti: la nomina di un amministratore delegato, Angelo Palmas, che ha ampia facoltà di movimento; la messa sotto contratto del ds Vincenzo Minguzzi (a breve la firma); e la scelta di un team manager, ruolo per il quale sono ancora in lizza alcuni nominativi. «In questo modo - spiega Cava - i soci, con non più di tre telefonate, possono avere il quadro esatto della situazione, dal punto di vista organizzativo, tecnico e dello spogliatoio. Una struttura professionistica».
Una struttura che deve rispondere a quello che è l'obiettivo assoluto: il salto immediato in serie C2, subito sul campo. La serie D, anche se la squadra ha cominciato a correre, viene ritenuta insidiosa. Osservava Camilli: «Dobbiamo investire per non lasciare niente di intentato». E' un campionato difficile, il rischio delle sabbie mobili è sempre dietro l'angolo, con una sola promozione diretta senza nemmeno la chance dei playoff.
L'ambiente, anche quello interno alla società, è carico. E molto soddisfatto di quanto compiuto sinora, soprattutto considerando i tempi ristretti nei quali è stata messa in piedi la squadra. E infatti si fa notare come altre nobili decadute, allo stesso modo accreditate dai pronostici, non abbiano lo stesso rendimento: i 16 punti del Pisa non possono essere paragonati ai 10 del Venezia, ai 6 del Messina o addirittura ai 4 dell'Avellino, che pure aveva messo mano con energia al portafogli. Adesso però si tratta di continuare su questa strada, senza perdere né entusiasmo né concentrazione. «Dal rafforzamento della struttura - prosegue Cava - passa la programmazione pluriennale di questa società, che mira almeno al ritorno in serie B nei tempi che si renderanno necessari. Le possibilità ci sono: forse è la prima volta, negli ultimi quindici anni, che la compagine sociale unisce l'affidabilità economica alla competenza sportiva, e questo grazie in particolare all'apporto di Camilli».
Sulla programmazione i ragionamenti sono già avviati, tanto che Cava stima «una spesa complessiva non inferiore ai 10 milioni di euro, negli anni, per cercare di salire in B». Al progetto totale manca ancora un tassello, che è quello di un Camilli senza il Grosseto. Ma per la cessione del club maremmano i lavori sono sempre in corso.
«Il Pisa è uscito da quell'incontro con un assetto rafforzato», ribadisce. Ora la struttura societaria si basa su due personaggi forti, Piero Camilli e Carlo Battini, «finanziariamente solidi e con la condivisione degli altri soci», tra cui Umberto Aringhieri che detiene il 20% delle quote ed ha preso la carica di vicepresidente. Il rafforzamento della società sta avvenendo su tre versanti: la nomina di un amministratore delegato, Angelo Palmas, che ha ampia facoltà di movimento; la messa sotto contratto del ds Vincenzo Minguzzi (a breve la firma); e la scelta di un team manager, ruolo per il quale sono ancora in lizza alcuni nominativi. «In questo modo - spiega Cava - i soci, con non più di tre telefonate, possono avere il quadro esatto della situazione, dal punto di vista organizzativo, tecnico e dello spogliatoio. Una struttura professionistica».
Una struttura che deve rispondere a quello che è l'obiettivo assoluto: il salto immediato in serie C2, subito sul campo. La serie D, anche se la squadra ha cominciato a correre, viene ritenuta insidiosa. Osservava Camilli: «Dobbiamo investire per non lasciare niente di intentato». E' un campionato difficile, il rischio delle sabbie mobili è sempre dietro l'angolo, con una sola promozione diretta senza nemmeno la chance dei playoff.
L'ambiente, anche quello interno alla società, è carico. E molto soddisfatto di quanto compiuto sinora, soprattutto considerando i tempi ristretti nei quali è stata messa in piedi la squadra. E infatti si fa notare come altre nobili decadute, allo stesso modo accreditate dai pronostici, non abbiano lo stesso rendimento: i 16 punti del Pisa non possono essere paragonati ai 10 del Venezia, ai 6 del Messina o addirittura ai 4 dell'Avellino, che pure aveva messo mano con energia al portafogli. Adesso però si tratta di continuare su questa strada, senza perdere né entusiasmo né concentrazione. «Dal rafforzamento della struttura - prosegue Cava - passa la programmazione pluriennale di questa società, che mira almeno al ritorno in serie B nei tempi che si renderanno necessari. Le possibilità ci sono: forse è la prima volta, negli ultimi quindici anni, che la compagine sociale unisce l'affidabilità economica alla competenza sportiva, e questo grazie in particolare all'apporto di Camilli».
Sulla programmazione i ragionamenti sono già avviati, tanto che Cava stima «una spesa complessiva non inferiore ai 10 milioni di euro, negli anni, per cercare di salire in B». Al progetto totale manca ancora un tassello, che è quello di un Camilli senza il Grosseto. Ma per la cessione del club maremmano i lavori sono sempre in corso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
