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Camilli: siamo obbligati a vincere

F.Loi - M.Berutto
Luca Pomponi
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Luca Pomponi

La giornata pisana di Piero Camilli è stata produttiva. Il patron del Grosseto, venuto in città per - testuale - «vedere un po' di cose», dall'alto della sua esperienza calcistica ha fatto (ri)conoscere il suo pensiero. Prima all'interno della società, poi si è confrontato con la tifoseria. Per i suoi soci Battini ed Aringhieri, e quindi per la parte tecnica, il messaggio è stato chiaro.

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PISA. La giornata pisana di Piero Camilli è stata produttiva. Il patron del Grosseto, venuto in città per - testuale - «vedere un po' di cose», dall'alto della sua esperienza calcistica ha fatto (ri)conoscere il suo pensiero. Prima all'interno della società, poi si è confrontato con la tifoseria. Per i suoi soci Battini ed Aringhieri, e quindi per la parte tecnica, il messaggio è stato chiaro.

Ma come era chiaro da tempo: «Bisogna cercare di vincere il campionato». Questa, per la squadra nerazzurra, è una strada obbligata.

Gli obiettivi. Camilli (che ha visto l'amichevole di Castelfranco) ha ribadito quanto la società, di cui per ora è socio di minoranza, aveva già scritto al sindaco nella scheda di presentazione: l'obiettivo è quello di riconquistare la serie B nel giro di cinque anni. Qualcosa però potrebbe cambiare se sarà fatta la riforma dei campionati. Una svolta per la quale il Comandante si è già dichiarato favorevole. «Sono troppe adesso le società professionistiche». L'ipotesi, allo studio del governo del calcio già da tempo, è quella di fare una grande serie D divisa in due raggruppamenti, con una sola serie C di tre gironi.

La tifoseria. Spunti interessanti anche nel dibattito con la tifoseria (alla presenza dell'avvocato Andrea Bottone), che direttamente da Camilli voleva conoscere le sue intenzioni rispetto alla doppia presenza nel Pisa e nel Grosseto, oltre alla sua opinione sulla costituzione di un consiglio d'amministrazione con la presenza di un rappresentante dei tifosi. Su questo punto Camilli si è detto «non contrario» e dunque è un possibile sbocco degli assetti societari nerazzurri.

Vendita del Grosseto. Per quanto riguarda i progetti di presidenza, Camilli da tempo sta pensando e tentando di vendere il Grosseto. Il suo passo verso Pisa è perchè vuole vincere con questa città, dopo aver portato i maremmani sulle loro vette storiche. Camilli ha detto che non intende abbandonare il Grosseto e che non è solo una questione economica, ma che vuole passare la società biancorossa «a persone che ne garantiscano la continuità». Non vuole, ha fatto questa battuta (mica tanto battuta), lasciare strascichi alla Covarelli o alla Pomponi. Dunque, quando avrà trovato l'acquirente giusto per il Grosseto, non esiterà a trasferire tutti i suoi interessi calcistici a Pisa. Anche perchè, e lo ha ripetuto più volte, nel calcio per funzionare «deve comandare uno solo».

Il mercato. Intanto sul fronte del mercato, continua la ricerca ad un difensore svincolato (Cioffi, Guzzo, D'Andrea) e ad un centravanti (Giglio, ma non solo). Mentre Indiani avrà appena possibile a disposizione anche Obodo. Dunque, un rinforzo per reparto. I dirigenti nerazzurri parlano di «interventi migliorativi» dove possibile. E per questo non sono da escludere sorprese. Un nome che ha girato parecchio in queste ore è quello di Stefano Bellè, centrocampista esterno, classe 1976, ultima stagione alla Cisco Roma (C2), 18 gare e 4 gol. Uno specialista sui calci piazzati, già ex di Lucchese e Grosseto.

Cambio d'orario. La società nerazzurra ha chiesto di spostare l'orario d'inizio della partita all'Arena con il Mezzolara, in programma nel turno infrasettimanale del 16 settembre, dalle 15 alle 18 per favorire la presenza dei tifosi.

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