Il dolore
SPORT PISA
Cannata: Talignani farà bene
Massimo Berutto
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Talignani abbracciato da Aringhieri dopo il gol di BonuccelliDestano curiosità ed interesse i giovani del Pisa, che anche grazie al regolamento saranno i veri protagonisti del torneo. Il primo big fra gli under ad accettare Pisa pur scendendo da una società di A, è stato il terzino Andrea Talignani, classe 1991, proveniente dal Parma
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PISA. Destano curiosità ed interesse i giovani del Pisa, che anche grazie al regolamento saranno i veri protagonisti del torneo. Il primo big fra gli under ad accettare Pisa pur scendendo da una società di A, è stato il terzino Andrea Talignani, classe 1991, proveniente dal Parma.
A scommettere su di lui è un indimenticato ex nerazzurro come Enrico Cannata - il "gemello" di Barbana e Di Prete nel primo Pisa di Anconetani -, da decenni tecnico delle giovanili gialloblu.
Cannata, chi è Andrea Talignani?
«Un giocatore di ottima struttura e dalla grande falcata, che ha bisogno di spazio sulla sinistra essendo un mancino puro. È alto, quindi anche di testa si fa valere. È un esterno più di spinta che di copertura. Ed è un bravissimo ragazzo».
Un terzino tecnico o soprattutto molto generoso nelle sue proiezioni offensive?
«Avete presente Chiellini? Un giocatore di quel genere, molto strutturato».
Lei è stato suo allenatore?
«Sì, l'ho allenato negli Allievi Nazionali. Insieme siamo arrivati alle finali. All'inizio ha avuto qualche difficoltà, perché era al suo primo campionato professionistico. Poi è cresciuto e ha fatto bene. Lo scorso anno è passato alla Primavera, e come tutti gli altri'91 ha incontrato problemi di inserimento in una squadra molto giovane».
E ora l'opportunità in serie D...
«Per lui Pisa è un lusso, e per il Pisa, nel campionato che dovrà disputare, lui è un ottimo giocatore. Non è facile che una grande società lasci andare un'91. Dunque è un buon acquisto. Ora chiaramente tutto dipenderà da lui, da quello che farà e da come gestirà la tensione in una piazza importante come Pisa».
Il Parma da dove lo ha prelevato?
«Due anni fa era all'Audace, una formazione di Parma. Aveva avuto problemi di salute, ed era rimasto fermo un anno. Ma ne è uscito con un gran fisico, anche se è emerso più tardi del dovuto. È un giocatore che deve attaccare. In fondo anche il Pisa, in una categoria come la D, non può far altro che offendere, a partire dai terzini».
Secondo lei ci sono in giro altri giovanissimi di valore che accetterebbero di scendere fra i dilettanti?
«Non è facile che le società diano buoni giocatori a squadre di serie D. Ma Pisa ha qualcosa in più, un prestigio ed un appeal tali da poter convincere qualche giovane».
Lei ha dedicato la sua carriera ai giovani: cosa pensa delle regole che favoriscono gli under 21 in serie D?
«Non capisco perché ci sia bisogno di regole per obbligare le società a fare ciò che dovrebbero scegliere autonomamente. Non mi piacciono i vincoli, ma nemmeno i comportamenti delle società. Dovrebbero far giocare ancora più giovani. E come il discorso di calmierare gli ingaggi per regolamento: basterebbe pagare mensilmente gli stipendi spendendo solo quello che si ha in cassa».
A scommettere su di lui è un indimenticato ex nerazzurro come Enrico Cannata - il "gemello" di Barbana e Di Prete nel primo Pisa di Anconetani -, da decenni tecnico delle giovanili gialloblu.
Cannata, chi è Andrea Talignani?
«Un giocatore di ottima struttura e dalla grande falcata, che ha bisogno di spazio sulla sinistra essendo un mancino puro. È alto, quindi anche di testa si fa valere. È un esterno più di spinta che di copertura. Ed è un bravissimo ragazzo».
Un terzino tecnico o soprattutto molto generoso nelle sue proiezioni offensive?
«Avete presente Chiellini? Un giocatore di quel genere, molto strutturato».
Lei è stato suo allenatore?
«Sì, l'ho allenato negli Allievi Nazionali. Insieme siamo arrivati alle finali. All'inizio ha avuto qualche difficoltà, perché era al suo primo campionato professionistico. Poi è cresciuto e ha fatto bene. Lo scorso anno è passato alla Primavera, e come tutti gli altri'91 ha incontrato problemi di inserimento in una squadra molto giovane».
E ora l'opportunità in serie D...
«Per lui Pisa è un lusso, e per il Pisa, nel campionato che dovrà disputare, lui è un ottimo giocatore. Non è facile che una grande società lasci andare un'91. Dunque è un buon acquisto. Ora chiaramente tutto dipenderà da lui, da quello che farà e da come gestirà la tensione in una piazza importante come Pisa».
Il Parma da dove lo ha prelevato?
«Due anni fa era all'Audace, una formazione di Parma. Aveva avuto problemi di salute, ed era rimasto fermo un anno. Ma ne è uscito con un gran fisico, anche se è emerso più tardi del dovuto. È un giocatore che deve attaccare. In fondo anche il Pisa, in una categoria come la D, non può far altro che offendere, a partire dai terzini».
Secondo lei ci sono in giro altri giovanissimi di valore che accetterebbero di scendere fra i dilettanti?
«Non è facile che le società diano buoni giocatori a squadre di serie D. Ma Pisa ha qualcosa in più, un prestigio ed un appeal tali da poter convincere qualche giovane».
Lei ha dedicato la sua carriera ai giovani: cosa pensa delle regole che favoriscono gli under 21 in serie D?
«Non capisco perché ci sia bisogno di regole per obbligare le società a fare ciò che dovrebbero scegliere autonomamente. Non mi piacciono i vincoli, ma nemmeno i comportamenti delle società. Dovrebbero far giocare ancora più giovani. E come il discorso di calmierare gli ingaggi per regolamento: basterebbe pagare mensilmente gli stipendi spendendo solo quello che si ha in cassa».
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