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PUGILATO MEDIOMASSIMI

Cichello: «Io non mi fermo mai»

Riccardo Silvestri
Cichello nel match vittorioso con Kratci
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Cichello nel match vittorioso con Kratci

Un po' di vacanza, giusto il tempo di ricaricare le pile, far 'respirare' il fisico e sognare nuovamente un futuro da campione. Questo il mese di agosto di Dario Cichello, iniziato con uno splendido successo sul ring e proseguito tra impegni, allenamenti e speranze

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PISA. Un po' di vacanza, giusto il tempo di ricaricare le pile, far 'respirare' il fisico e sognare nuovamente un futuro da campione. Questo il mese di agosto di Dario Cichello, iniziato con uno splendido successo sul ring e proseguito tra impegni, allenamenti e speranze: "Dopo la vittoria sull'ungherese Kratci mi sono fermato un po' e fra qualche giorno partirò per la Sardegna. Resterò lì fino alla fine del mese per poi tornare ancora più carico".

Un periodo di stop completo?
"Non del tutto. Sono un atleta incapace di fermarsi e anche durante la fase di recupero dopo un match mi lascio sempre una razione quotidiana di corsa in salita e flessioni. La condizione fisica, per un pugile, è essenziale e non puoi lasciarti andare troppo".

Anche perché c'è un sogno importante nuovamente a portata di mano...
"Io punto ad un titolo europeo e sto facendo di tutto per avere una nuova occasione. Purtroppo è stata nuovamente rimandata la sfida per stabilire il campione continentale della mia categoria e quindi i tempi si allungheranno. Io vorrei salire sul ring per il titolo entro la fine dell'anno, anche perché sono diventato lo sfidante ufficiale ma se questa operazione non dovesse andare in porto è già pronto un piano 'B'..."

Quale?
"Penso ad un altro match di avvicinamento al titolo, magari ad un titolo Intercontinentale, una sorta di 'mondialino' che ti permette di rodare i pugni e testare la condizione fisica sulla distanze delle dodici riprese".

Ha già qualche proposta?
"Quelle non mancano mai. Soprattutto in Germania il movimento pugilistico è al top e i guadagni sono importanti. Potrebbe svilupparsi un progetto prestigioso laggiù, oppure potrebbe prendere corpo un'altra sfida in Italia".

Magari a Pisa?
"A Pisa ho già disputato sei incontri, un record. Per me andare avanti sarebbe un onore ma è difficile ripetersi. Anche perché servono soldi e non puoi sempre contare sugli sponsor e sulla buona volontà delle istituzioni".

Cosa significherebbe per lei un'altra occasione a livello continentale?
"Significherebbe inseguire il definitivo riscatto dopo la sconfitta, forse immeritata, con Brancalion. Contro di lui ho peccato di inesperienza e ho pagato tutto a caro prezzo. Anche lo spostamento dell'incontro dall'estate addirittura alla fine dell'anno finì col penalizzare fortemente la mia preparazione. Insomma quella è stata una pagina sfortunata che ho una gran voglia di cancellare definitivamente".

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