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Chi porta i soldi si prende il Pisa

A sinistra Guido Molinaroli della Copra; qui sopra, Francesco D’Arrigo; a destra Paolo Indiani all’Arena come allenatore della Sangiovannese nell’ultima stagione di C1 dei nerazzurri con Braglia (2006-07)
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A sinistra Guido Molinaroli della Copra; qui sopra, Francesco D’Arrigo; a destra Paolo Indiani all’Arena come allenatore della Sangiovannese nell’ultima stagione di C1 dei nerazzurri con Braglia (2006-07)

VOLATA FINALE PER LA SOCIETA' Oggi Camilli parlerà col sindaco. Copra, in panchina spunta l'ipotesi D'Arrigo

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di Antonio Scuglia
PISA. Uno è partito per primo e si è guadagnato già il sostegno del pubblico, uno ha tentato la fuga solitaria con irruenza, uno si è tenuto sulla scia: chi dei tre concorrenti taglierà il traguardo? L'assegnazione delle quote del nuovo Pisa si deciderà davvero al fotofinish.
Ieri Marco Filippeschi ha convocato i capigruppo consiliari, inviando anche all'avvocato Gentile della Figc le risposte al "quizzone" inviate dalla Copra e da Camilli (quest'ultimo sarà oggi a palazzo Gambacorti). Sia Molinaroli che il presidente del Grosseto hanno avuto un colloquio telefonico col sindaco, mentre il terzo incomodo, Rosati, non è stato raggiungibile ma si sta muovendo: il suo programma sportivo arriverà solo oggi, pare, con i gruppi Team System e la Nure di Piacenza. Non è ufficialmente confermato un colloquio con Foti (Reggina) che sostiene il gruppo Rosati.
Stamani ci sarà la richiesta di affiliazione a Firenze. E Filippeschi ricorda ai concorrenti che non è il tempo delle riflessioni filosofiche: «Dobbiamo cercare di rispettare i tempi della lettera della Figc. Non possiamo rischiare di arrivare fuori tempo massimo». In parole povere: venerdì Abete vorrebbe vedere la nuova società e l'assegno circolare da 300mila euro. Quindi, cari signori, chi vuole veramente il Pisa si dia una mossa: se i concorrenti saranno due o tre, domani saranno vagliate le loro proposte; ma se uno si presenta coi soldi in bocca e tutti i piani definiti mentre gli altri fanno solo discorsi, la società è sua.
Ma in realtà ieri è stata una giornata frenetica di riunioni e consultazioni per tutti i tre gruppi. Che, ognuno nella sua sede, hanno discusso a 360 gradi, come direbbe Pomponi. Il nuovo elemento emerso in giornata è tecnico: per il gruppo Copra, dopo quella di Indiani, ci sarebbe l'autorevole candidatura di Francesco D'Arrigo. Il mister lucchese smentisce contatti ufficiali ma ammette senza problemi: «Sono legato contrattualmente al Manfredonia ma a Pisa tornerei anche in Terza categoria. Qui ho vinto un campionato memorabile ma mi è rimasto il rammarico di non completare l'opera: perdemmo la semifinale dei playoff di C1 al 90'... In nerazzurro ho vissuto anni bellissimi, sarebbe difficile dire di no a un'eventuale chiamata».
Piero Camilli intanto dichiara sul sito ufficiale del Grosseto: «Sono entrato a far parte di una cordata, sia pure con un quota di minoranza, che ha presentato il questionario di risposta al sindaco Filippeschi. Sia ben chiaro che il Grosseto rimane il gioiello di famiglia, ma questo non vuol dire che non posso interessarmi anche ad altre iniziative. Ribadisco il desiderio di vendere la società biancorossa, ma Camilli rimane saldo al timone della navicella biancorossa fino a quando non si presenterà qualcosa di positivo, sempre, nell'interesse della società maremmana».

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