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Pisa, il terzo candidato fa sul serio

Francesco Loi
Secondini mentre dirige un allenamento dell’ultima stagione di Anconetani
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Secondini mentre dirige un allenamento dell’ultima stagione di Anconetani

L'ex terzino nerazzurro ha parlato a nome di gruppo quale serio concorrente degli altri due candidati

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PISA. Anche il terzo gruppo, quello presentato da Felice Secondini, si è fatto avanti. Nella serata di ieri c'è stato l'incontro con il sindaco Filippeschi e il commercialista Cesare Cava. Una manifestazione d'interesse fuori tempo massimo rispetto alla scadenza dello scorso lunedì, ma con l'intenzione di partecipare senza esitazioni alla corsa per il nuovo Pisa.
Secondini, ex terzino nerazzurro negli anni d'oro e allenatore del Pisa nel campionato di Eccellenza del 2004, ha parlato a nome di un gruppo che è già nel calcio. L'intenzione è di stare a pieno titolo nei giochi, o meglio nella volta finale, per l'acquisizione dell'Ac Pisa 1909 che farà la serie D. Un concorrente dunque sia per la Copra-Dimensione Sport che per il gruppo di Camilli.
Guido Molinaroli parla nell'intervista qui sotto: il gruppo piacentino comincia a mettere mano al mosaico anche per la parte sportiva, oltre che per le alleanze con gli altri soggetti imprenditoriali del territorio pisano.
Camilli nel frattempo continua a muoversi. Ieri mattina davanti al sindaco si è presentato per conto del patron del Grosseto l'avvocato Gianni Assirelli di Empoli, accompagnato da Antonio Magli, già segretario del Pisa di Anconetani e della Lucchese. Camilli, attraverso il suo professionista di fiducia, ha ribadito l'intenzione di prendere il 100% del nuovo Pisa; di non disdegnare la collaborazione con altri soggetti che si sono avvicinati con le manifestazioni d'interesse; di ritenere determinante una rifondazione del settore giovanile, anche nell'ambito di un confronto con Stefano Sbrana.
Quello che resta da chiarire, sul fronte Camilli, è come eventualmente conciliare la presenza nel Pisa con quella nel Grosseto. L'articolo 16 bis delle Noif spiega che tenere entrambe le società non è possibile, anche se appartengono a Leghe differenti, a meno di non detenere su uno dei due versanti una quota azionaria realmente di minoranza, agendo di conseguenza. La stessa Federcalcio sembra guardare con diffidenza questo tipo di situazioni. Tanto che, sin dai primi contatti a Roma, ha chiesto al sindaco di presentare un progetto sportivo che abbia come pilastro una compagine sociale ben definita.
A Grosseto dicono che Camilli abbia più di un motivo per sbilanciarsi verso Pisa. Il prestigio della piazza, anzitutto. Ma anche gli affari che in Maremma non andrebbero come nelle ipotesi di partenza. E poi si fanno notare i contratti solo annuali sottoscritti da molti dei nuovi giocatori del Grosseto. Sempre per quello che dicono le Noif, Camilli non può nemmeno delegare tutto al figlio. Deve dunque decidere se, e come, stare da una parte o dall'altra. Potrebbe semmai cercare di cedere il Grosseto nel giro di qualche mese. Camilli è deciso e dalla Sardegna ieri ha spiegato: «Avrò una quota di minoranza». Sì, con la Copra e il gruppo Secondini è partito lo sprint.

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