La manifestazione
Verso la società transitoria che traghetterà i nerazzurri in serie D
Costituito il "Pisa 1909"
Massimo Berutto
◗
Al centro l’avv. Mattia GrassaniSarà "Pisa 1909". Ecco il nome della creatura, che erediterà un secolo di storia calcistica. Possibili modifiche, eventualmente suggerite dalle alte sfere calcistiche o da ragioni di opportunità, non intaccheranno l'idea di inserire nel nome l'anno della prima fondazione.
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PISA. Sarà "Pisa 1909". Ecco il nome della creatura, che erediterà un secolo di storia calcistica. Possibili modifiche, eventualmente suggerite dalle alte sfere calcistiche o da ragioni di opportunità, non intaccheranno l'idea di inserire nel nome l'anno della prima fondazione.
La denominazione della società transitoria è stata una delle decisioni emerse, tutte all'unanimità, dalla riunione fra il sindaco Filippeschi ed i capigruppo del consiglio comunale (Paoletti, Mancini, Titoni, Modafferi, Ceccarelli, Mastantuono e Chincarini). Presenti anche i tecnici Cesare Cava, Andrea Bottone e Federico Menichini, avvocato dello studio Grassani.
La compagine societaria, a differenza di quanto previsto in precedenza, non sarà composta solo di 5 elementi (3 di maggioranza e 2 di opposizione), ma comprenderà tutti i capigruppo consiliari e avrà il sindaco come presidente ed amministratore delegato.
Sulla costituzione della società transitoria - recita la nota diramata dal Comune - si è registrata, maggioranza e opposizione, una unanimità che, come hanno detto Filippeschi e i capigruppo, «rappresenta la volontà di tutta la città di seguire con attenzione e passione le sorti del calcio a Pisa». Patrizia Paoletti, guida dell'opposizione, ha spiegato «come l'unità di intento fra minoranza e maggioranza rappresenti un valore aggiunto per superare la crisi del calcio a Pisa».
Insomma il sindaco procede su un percorso condiviso all'interno delle istituzioni. Tutti coinvolti, nessuno escluso. Soddisfazione anche da parte dei tecnici: «Sono rimasto impressionato - commenta l'avvocato Andrea Bottone - e confortato dall'unità dei capigruppo, in particolare dalle parole di Patrizia Paoletti, che vanno ad innestarsi in una linea di condivisione».
Prossime mosse. Dopo l'approvazione unitaria sulla via da seguire, ci sarà da mettere in pista il nuovo Pisa. Il sindaco Filippeschi aveva già in programma martedì una visita a Roma (per partecipare ad una riunione dell'Anci), e approfitterà per incontrare, alle 17, Carlo Tavecchio, presidente della Lega nazionale dilettanti. Possibile ed auspicabile un colloquio anche con il presidente federale Abete. Due giorni dopo, ossia giovedì, l'atto costitutivo della nuova società approderà in consiglio comunale. In tale sede il notaio Mancioppi rogherà l'atto costitutivo.
Dunque il Pisa 1909 nascerà ufficialmente giovedì e non domani, ma solo per questioni tecniche, non per divergenze fra gli attori in gioco. Da risolvere in tempi brevi la questione della convenzione dello stadio, ovviamente necessario alla nuova squadra.
Nuovi proprietari. Nessuna novità sul fronte degli imprenditori interessati al Pisa. Dopo l'uscita di scena ufficiale della famiglia Gentili-Mian, i comprensibili tentennamenti di Camilli (che è già presidente di una società di serie B) e le voci su una cordata della provincia (che però non è ancora venuta allo scoperto), di concreto c'è solo l'interessamento della Copra di Piacenza. Il direttore generale Guido Molinaroli ha indicato un modello preferenziale, che preveda l'acquisizione del 51% ed il coinvolgimento del maggior numero possibile di imprenditori locali e tifosi. Un po' come in una cooperativa. Intanto il sindaco di Pisa ha contattato il collega piacentino Roberto Reggi per iniziare un percorso comune di analisi e valutazione delle potenzialità offerte dalla Copra, al momento unico vero interlocutore per individuare la guida del nuovo Pisa.
La denominazione della società transitoria è stata una delle decisioni emerse, tutte all'unanimità, dalla riunione fra il sindaco Filippeschi ed i capigruppo del consiglio comunale (Paoletti, Mancini, Titoni, Modafferi, Ceccarelli, Mastantuono e Chincarini). Presenti anche i tecnici Cesare Cava, Andrea Bottone e Federico Menichini, avvocato dello studio Grassani.
La compagine societaria, a differenza di quanto previsto in precedenza, non sarà composta solo di 5 elementi (3 di maggioranza e 2 di opposizione), ma comprenderà tutti i capigruppo consiliari e avrà il sindaco come presidente ed amministratore delegato.
Sulla costituzione della società transitoria - recita la nota diramata dal Comune - si è registrata, maggioranza e opposizione, una unanimità che, come hanno detto Filippeschi e i capigruppo, «rappresenta la volontà di tutta la città di seguire con attenzione e passione le sorti del calcio a Pisa». Patrizia Paoletti, guida dell'opposizione, ha spiegato «come l'unità di intento fra minoranza e maggioranza rappresenti un valore aggiunto per superare la crisi del calcio a Pisa».
Insomma il sindaco procede su un percorso condiviso all'interno delle istituzioni. Tutti coinvolti, nessuno escluso. Soddisfazione anche da parte dei tecnici: «Sono rimasto impressionato - commenta l'avvocato Andrea Bottone - e confortato dall'unità dei capigruppo, in particolare dalle parole di Patrizia Paoletti, che vanno ad innestarsi in una linea di condivisione».
Prossime mosse. Dopo l'approvazione unitaria sulla via da seguire, ci sarà da mettere in pista il nuovo Pisa. Il sindaco Filippeschi aveva già in programma martedì una visita a Roma (per partecipare ad una riunione dell'Anci), e approfitterà per incontrare, alle 17, Carlo Tavecchio, presidente della Lega nazionale dilettanti. Possibile ed auspicabile un colloquio anche con il presidente federale Abete. Due giorni dopo, ossia giovedì, l'atto costitutivo della nuova società approderà in consiglio comunale. In tale sede il notaio Mancioppi rogherà l'atto costitutivo.
Dunque il Pisa 1909 nascerà ufficialmente giovedì e non domani, ma solo per questioni tecniche, non per divergenze fra gli attori in gioco. Da risolvere in tempi brevi la questione della convenzione dello stadio, ovviamente necessario alla nuova squadra.
Nuovi proprietari. Nessuna novità sul fronte degli imprenditori interessati al Pisa. Dopo l'uscita di scena ufficiale della famiglia Gentili-Mian, i comprensibili tentennamenti di Camilli (che è già presidente di una società di serie B) e le voci su una cordata della provincia (che però non è ancora venuta allo scoperto), di concreto c'è solo l'interessamento della Copra di Piacenza. Il direttore generale Guido Molinaroli ha indicato un modello preferenziale, che preveda l'acquisizione del 51% ed il coinvolgimento del maggior numero possibile di imprenditori locali e tifosi. Un po' come in una cooperativa. Intanto il sindaco di Pisa ha contattato il collega piacentino Roberto Reggi per iniziare un percorso comune di analisi e valutazione delle potenzialità offerte dalla Copra, al momento unico vero interlocutore per individuare la guida del nuovo Pisa.
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