Sicurezza
pisa sport
«Non sono stato io a mandar via Ventura»
Massimo Berutto
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Viviani nell’ultima partita persa al’Arena col BresciaFederico Viviani al Taranto di Braglia. Da un contratto triennale in B ad un biennale nella ex C1, pur in una squadra ambiziosa.
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PISA. Federico Viviani al Taranto di Braglia. Da un contratto triennale in B ad un biennale nella ex C1, pur in una squadra ambiziosa.
Federico, da dentro avevi avuto qualche avvisaglia della crisi societaria?
«Sapevo che c'erano problemi, ma non credevo fino a questo punto. Qualche difficoltà dopo una retrocessione poteva essere comprensibile. Alla fine sono emersi altri debiti: una desolazione».
Facciamo un passo indietro: tu sei stato bersagliato di accuse e critiche...
«Le accuse che riguardano l'ambito sportivo sono giuste. Per riguarda l'esonero di Ventura non siamo stati noi a decidere, ma colui che comandava. Prima della gara di Rimini è stata la vecchia guardia a tentare un sondaggio per far tornare il mister».
Invece Pomponi ha dato ai giocatori la responsabilità dell'esonero...
«Ha fatto lo scaricabarile. Poi si è visto che avrebbe fatto bene a stare zitto. Mi bruciava sentirlo accusare i giocatori, ma noi non potevamo parlare e non volevo mettermi al suo stesso livello».
Ma qualcuno voleva la testa di Ventura?
«Penso di sì. Non capisco come qualche mio ex compagno possa aver consigliato il presidente. Non so chi l'abbia fatto, altrimenti lo avrei dissuaso. Probabilmente erano uno o due contro venti. Come hanno fatto a decidere per tutti?».
Quando dici che la vecchia guardia era con Ventura includi Birindelli?
«Birindelli non fa parte della vecchia guardia. Era al suo primo anno nel Pisa. Io intendevo me stesso, Braiati, Trevisan, Zavagno e Morello. Le accuse più pesanti sono state rivolte a noi».
In passato hai criticato velatamente qualche compagno: a chi ti riferivi?
«Io credo che abbia pesato il "fattore prestiti". Non parlo di tutti i giocatori. Ad esempio Gasparetto si è impegnato fino all'ultimo. Non faccio nomi perché sono convinto che dagli spalti si sia visto bene a chi mi riferivo».
E la gogna nella tua città...
«Io penso di aver dato più del mio massimo. Sono sceso in campo con 5 punti di sutura in testa, con uno stiramento e per un mese con un ginocchio gonfio. Posso accettare di sentir dire che sono scarso. Mi ha fatto male l'accusa di aver giocato al 50%. Sono stato un tifoso oltre che un giocatore. Sarei rimasto volentieri anche in C1».
Federico, da dentro avevi avuto qualche avvisaglia della crisi societaria?
«Sapevo che c'erano problemi, ma non credevo fino a questo punto. Qualche difficoltà dopo una retrocessione poteva essere comprensibile. Alla fine sono emersi altri debiti: una desolazione».
Facciamo un passo indietro: tu sei stato bersagliato di accuse e critiche...
«Le accuse che riguardano l'ambito sportivo sono giuste. Per riguarda l'esonero di Ventura non siamo stati noi a decidere, ma colui che comandava. Prima della gara di Rimini è stata la vecchia guardia a tentare un sondaggio per far tornare il mister».
Invece Pomponi ha dato ai giocatori la responsabilità dell'esonero...
«Ha fatto lo scaricabarile. Poi si è visto che avrebbe fatto bene a stare zitto. Mi bruciava sentirlo accusare i giocatori, ma noi non potevamo parlare e non volevo mettermi al suo stesso livello».
Ma qualcuno voleva la testa di Ventura?
«Penso di sì. Non capisco come qualche mio ex compagno possa aver consigliato il presidente. Non so chi l'abbia fatto, altrimenti lo avrei dissuaso. Probabilmente erano uno o due contro venti. Come hanno fatto a decidere per tutti?».
Quando dici che la vecchia guardia era con Ventura includi Birindelli?
«Birindelli non fa parte della vecchia guardia. Era al suo primo anno nel Pisa. Io intendevo me stesso, Braiati, Trevisan, Zavagno e Morello. Le accuse più pesanti sono state rivolte a noi».
In passato hai criticato velatamente qualche compagno: a chi ti riferivi?
«Io credo che abbia pesato il "fattore prestiti". Non parlo di tutti i giocatori. Ad esempio Gasparetto si è impegnato fino all'ultimo. Non faccio nomi perché sono convinto che dagli spalti si sia visto bene a chi mi riferivo».
E la gogna nella tua città...
«Io penso di aver dato più del mio massimo. Sono sceso in campo con 5 punti di sutura in testa, con uno stiramento e per un mese con un ginocchio gonfio. Posso accettare di sentir dire che sono scarso. Mi ha fatto male l'accusa di aver giocato al 50%. Sono stato un tifoso oltre che un giocatore. Sarei rimasto volentieri anche in C1».
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