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pisa sport
Il rischio di perdere i giovani
Massimo Berutto
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Damiano QuintieriIn un Pisa destinato alla serie D sarà fondamentale l'apporto dei giovani, il cui impiego sarà imposto dal regolamento. Per ripartire di slancio sarebbe essenziale non disperdere il vivaio, per avere già in casa calciatori da lanciare nel nuovo campionato.
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PISA. In un Pisa destinato alla serie D sarà fondamentale l'apporto dei giovani, il cui impiego sarà imposto dal regolamento. Per ripartire di slancio sarebbe essenziale non disperdere il vivaio, per avere già in casa calciatori da lanciare nel nuovo campionato.
Con l'esclusione dalla Lega Pro però tutti i tesserati del Pisa, compresi i più giovani, si svincoleranno e potranno accasarsi a costo zero in altre società. Gli "avvoltoi" che piomberanno inesorabili sui giocatori (per altro pochi) ancora in forza alla prima squadra potrebbero non rispiarmiare anche i colleghi delle formazioni minori.
A tal proposito Stefano Sbrana, responsabile del settore giovanile nerazzurro, interviene per puntualizzare alcuni aspetti: «Oggi l'unico punto fisso, la sola cosa ancora viva, è il settore giovanile. Ho fatto di tutto per mantenerlo compatto nonostante le difficoltà. Ho cercato di riunire le famiglie per far capire loro che devono far rimanere a Pisa i loro ragazzi. Ci impegneremo per riuscire a disputare i campionati più importanti, compatibilmente con il fatto che la prima squadra sarà in serie D».
Come è noto il vivaio nerazzurro non era amministrato direttamente dalla dirigenza del Pisa, ma da Stefano Sbrana con un contratto di gestione. Non è chiaro il destino di questo vincolo, che secondo alcune interpretazioni (tutte da verificare, sulla base del codice civile) potrebbe essere ereditato dalla nuova società. Sbrana però non si attacca alle carte bollate ma precisa: «Il mio appoggio sarà totale alla nuova proprietà, in primis alla famiglia Gentili-Mian ed anche all'ipotesi Camilli. Anch'io posso portare il mio piccolo contributo. Sto continuando a lavorare. Ho fatto richiesta al rettorato per avere le strutture destinate a Casa Pisa, perchè anche il settore giovanile ha bisogno di campi di allenamento. Voglio portare 10 squadre ai nastri di partenza».
Insomma Pisa non ha ancora perso i più promettenti giovani nerazzurri, anche se servirà una corsa contro il tempo perchè ai vincoli morali facciano seguito nuovi concreti contratto: «Ho 250 ragazzi - prosegue Sbrana - fra le annate 2000 e 1995-96, in squadre reduci da eccellenti campionati. Nelle fasce basse siamo competitivi, perchè siamo riusciti a prendere le prime scelte. Poi abbiamo 7-8 ragazzi'89-'90 che farebbero comodo in serie D. Molti mi hanno promesso che non prenderanno decisioni prima del 20 luglio. Dunque è necessario che la nuova società si costituisca in fretta e mi consenta di tesserarli nuovamente». Qualche nome? Tra i più grandi (in odor di prima squadra) l'esterno Quintieri (che era a Pisa in prestito con diritto di riscatto), Cecconi, Biagini e Orsi. Già persi invece alcuni giovani, con cui la società nerazzurra avrebbe dovuto dovuto stipulare il contratto di formazione. Fra questi il francese Taugordeau (che aveva già esordito fra i grandi) e Bussi. Elementi che cercamente avrebbero fatto comodo in quinta serie. Alcuni però ancora si possono mantenere.
Anche il Pisa rinato nel 1994 aveva nella sua spina dorsale molti giovani della Primavera, come Balestri, Niccolini, Spinesi, Parola molti dei quali hanno poi spiccato il volo verso la serie A.
Adesso Pisa ha altri talenti da salvaguardare, ma soprattutto da non farsi sfuggire.
Con l'esclusione dalla Lega Pro però tutti i tesserati del Pisa, compresi i più giovani, si svincoleranno e potranno accasarsi a costo zero in altre società. Gli "avvoltoi" che piomberanno inesorabili sui giocatori (per altro pochi) ancora in forza alla prima squadra potrebbero non rispiarmiare anche i colleghi delle formazioni minori.
A tal proposito Stefano Sbrana, responsabile del settore giovanile nerazzurro, interviene per puntualizzare alcuni aspetti: «Oggi l'unico punto fisso, la sola cosa ancora viva, è il settore giovanile. Ho fatto di tutto per mantenerlo compatto nonostante le difficoltà. Ho cercato di riunire le famiglie per far capire loro che devono far rimanere a Pisa i loro ragazzi. Ci impegneremo per riuscire a disputare i campionati più importanti, compatibilmente con il fatto che la prima squadra sarà in serie D».
Come è noto il vivaio nerazzurro non era amministrato direttamente dalla dirigenza del Pisa, ma da Stefano Sbrana con un contratto di gestione. Non è chiaro il destino di questo vincolo, che secondo alcune interpretazioni (tutte da verificare, sulla base del codice civile) potrebbe essere ereditato dalla nuova società. Sbrana però non si attacca alle carte bollate ma precisa: «Il mio appoggio sarà totale alla nuova proprietà, in primis alla famiglia Gentili-Mian ed anche all'ipotesi Camilli. Anch'io posso portare il mio piccolo contributo. Sto continuando a lavorare. Ho fatto richiesta al rettorato per avere le strutture destinate a Casa Pisa, perchè anche il settore giovanile ha bisogno di campi di allenamento. Voglio portare 10 squadre ai nastri di partenza».
Insomma Pisa non ha ancora perso i più promettenti giovani nerazzurri, anche se servirà una corsa contro il tempo perchè ai vincoli morali facciano seguito nuovi concreti contratto: «Ho 250 ragazzi - prosegue Sbrana - fra le annate 2000 e 1995-96, in squadre reduci da eccellenti campionati. Nelle fasce basse siamo competitivi, perchè siamo riusciti a prendere le prime scelte. Poi abbiamo 7-8 ragazzi'89-'90 che farebbero comodo in serie D. Molti mi hanno promesso che non prenderanno decisioni prima del 20 luglio. Dunque è necessario che la nuova società si costituisca in fretta e mi consenta di tesserarli nuovamente». Qualche nome? Tra i più grandi (in odor di prima squadra) l'esterno Quintieri (che era a Pisa in prestito con diritto di riscatto), Cecconi, Biagini e Orsi. Già persi invece alcuni giovani, con cui la società nerazzurra avrebbe dovuto dovuto stipulare il contratto di formazione. Fra questi il francese Taugordeau (che aveva già esordito fra i grandi) e Bussi. Elementi che cercamente avrebbero fatto comodo in quinta serie. Alcuni però ancora si possono mantenere.
Anche il Pisa rinato nel 1994 aveva nella sua spina dorsale molti giovani della Primavera, come Balestri, Niccolini, Spinesi, Parola molti dei quali hanno poi spiccato il volo verso la serie A.
Adesso Pisa ha altri talenti da salvaguardare, ma soprattutto da non farsi sfuggire.
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