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Mosse disperate per salvare il Pisa

F.Loi - M.Berutto
De Megni con Covarelli quando erano insieme al Pisa
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De Megni con Covarelli quando erano insieme al Pisa

Esito definito interlocutorio Ecco il verdetto della Covisoc che esclude anche il Perugia

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PISA. Leonardo Covarelli in prima fila per salvare il Pisa. Esce allo scoperto l'ex presidente. Che ieri ha inviato in città il suocero, Dino De Megni. Appuntamento essenziale con la famiglia Gentili-Mian. Poi era in programma anche un incontro con il sindaco. Doveva essere a Pisa lo stesso Covarelli, rimasto però bloccato a Perugia (dove si è visto con Pomponi). Il suo problema è che ieri la Covisoc - oltre al Pisa, come previsto - ha dichiarato non iscrivibile anche il Perugia.

Insomma, Covarelli sta facendo una doppia corsa contro il tempo. A Perugia gli resterebbero da pagare circa 750mila euro di contributi ai tesserati: un ostacolo che, dalla stessa Covisoc, non è ritenuto insuperabile. Una bella differenza con la situazione del Pisa Calcio, considerato invece tra le società più a rischio dell'intera C.

In sostanza, i tentativi di salvare il club nerazzurro corrono su due binari distinti. Uno è quello percorso da Covarelli e De Megni. L'altro è quello, tutto pisano, capitanato dal sindaco e dai tifosi, di cui parliamo a parte: obiettivo, raccogliere i 700mila euro che ancora mancano all'iscrizione. «Il sogno», per usare le significative parole della signora Gentili.
Ieri si sono sparse voci secondo le quali tutto era risolto con il (ri)passaggio di proprietà da Pomponi a Covarelli. In realtà non è avvenuto nessun passaggio, che poi tra i due non sarebbe cosa tanto difficile. Il problema anche in questo caso è economico. L'arrivo di De Megni a Pisa si spiega probabilmente così: si tenta di nuovo la carta già giocata da Pomponi del prestito-ponte con la famiglia Gentili-Mian. Magari con garanzie diverse. L'incontro c'è stato e con esito interlocutorio, secondo alcuni. Ma non è una strada semplice da percorrere.

Probabilmente da parte di Covarelli si vuole anche capire come e se sia possibile usufruire dei fondi raccolti in città. E qui spunta una questione non da poco, precisata anche ieri dall'avvocato Bottone per conto del comitato Salviamoc1: la maggior parte di quei soldi (il cui totale è intorno al milione e 550mila euro) vengono attivati, per volontà degli stessi donatori, esclusivamente se destinati alla città, alla Srl dei tifosi. Nessuna donazione viene fatta direttamente al Pisa Calcio. E' possibile un cambio di rotta, in caso di richiesta di Covarelli? Punto interrogativo gigantesco. Covarelli potrebbe comunque contare sulla somma relativa all'anticipo degli abbonamenti e su eventuali sponsorizzazioni: diciamo 500mila euro.

Intanto il cumulo dei debiti viene descritto in aumento, come le cause in tribunale. La situazione dell'azienda Pisa Calcio, al di là della questione della salvezza della categoria, è sempre più delicata. La parola fallimento fa capolino in questa logorante vicenda, con tutte le possibili conseguenze fiscali e anche penali per gli amministratori. Chi ha visto a fondo i bilanci parla di un quadro pre-fallimentare già al 30 giugno dello scorso anno, dopo l'eccezionale stagione in B. Altro aspetto controverso di questi giorni, i crediti in Lega (gli 800mila euro): gli esperti confermano che non si tratta di somme disponibili e scontabili. Nessuna banca si avvicina a società in queste condizioni. Esiste una sorta di "centrale rischi" in ambito bancario che, a livello nazionale, si attiva in tali situazioni e avverte gli istituti di credito. Adesso entra in gioco l'accelerazione di Covarelli, che proprio non vorrebbe arrivare al fallimento. In queste ore si decide tutto.

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