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Bottone: mancano 700mila euro

Cava, il sindaco e l’assessore Eligi
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Cava, il sindaco e l’assessore Eligi

Il sindaco e Cava cercano nuovi imprenditori per raggiungere il tetto di 2 milioni e 277 mila

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PISA. Almeno il comitato Salviamoc1 rispetta i patti. Mantenuto l'impegno di fare il punto l'8 luglio. Eccolo: 200mila euro sono sul conto alla Banca di Cascina e 80mila presso la Cassa di Risparmio di Pisa. Senza contare i bonifici in transito, che dovrebbero consentire di varcare quota 300mila.

Ancora abbonamenti. Prorogato di un altro giorno l'anticipo della campagna abbonamenti. Sarà necessario pagare direttamente sui conti correnti, perchè i tempi tecnici dei bonifici vanificherebbero gli ultimi sforzi vista la ristrettezza dei tempi.

Doppio binario. Si ingrossa (ma purtroppo non è ancora sufficiente) la cifra raggranellata complessivamente dal comitato Salviamoc1 e dagli imprenditori locali, che ora ammonta ad almeno un milione e 550mila euro. Ma la voce "Salviamoc1" è nettamente distinta da quella relativa gli imprenditori. In pratica Pomponi, per poter disporre di tutti i proventi, dovrebbe garantire i circa 700mila euro che mancano ed impegnarsi a vendere il Pisa per una somma simbolica. Invece i 300mila di Salviamoc1 sono sul piatto a patto che il presidente nerazzurro assicuri i 2 milioni di differenza rispetto alla fatidica soglia di 2 milioni 277mila. In conferenza stampa Andrea Bottone - insieme a Federico Menichini e Roberto Tonini - ha illustrato la prossima mossa di Salviamoc1: «Faremo interpello al Pisa per chiedere di quale somma può disporre. Come socio amministratore ha l'obbligo di valorizzare più possibile la società».

Sindaco e Cava. I 700mila euro chiesti a Pomponi saranno cercati anche lungo altre strade. Il sindaco e Cesare Cava stanno contattando ulteriori imprenditori ed istituti bancari. «Non lasceremo nulla di intentato», confermava ieri Bottone.

Credito in Lega. I 787mila euro di crediti in Lega (destinati ad aumentare) basterebbero per l'iscrizione (a patto che Pomponi ceda il Pisa alla srl della città), ma non possono essere tramutati in denaro liquido. Infatti, oltre ad una banca in grado di rilevare il credito, servirebbe un garante che possa restituire la cifra al posto del Pisa nel caso in cui la società fallisse (rischio che non sarebbe scongiurato dall'ammissione alla Lega Pro) e non riscuotesse il credito.

Copra. L'azienda di Piacenza non è rimasta alla finestra, ma ha contribuito come sponsor (200-300mila euro).

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