Sicurezza
pisa sport
Pomponi non ha trovato i soldi
F.Loi - M.Berutto
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Luca Pomponi nell’ultima partita persa all’Arena con il BresciaPISA CALCIO Fumata nera a poche ore dalla scadenza dei termini in Lega. Situazione difficilissima
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PISA. La città ha fatto la sua parte, Luca Pomponi ancora no. Ufficialmente silenzio assoluto sull'esito della richiesta di prestito presentata dall'imprenditore romano alla Banca di Civitavecchia. Ma le indiscrezioni non promettono niente di buono. Si parla di una fumata nera - i cui dettagli sono ancora top secret - che potrebbe mettere fuori causa il presidente nerazzurro, pur determinato a dar battaglia fino alla fine. Insomma dalla società non arrivano segnali positivi.
Si fa sentire invece la Pisa sportiva, che si è radunata attorno all'amministrazione comunale per pianificare le prossime mosse. Presenti alla riunione anche i rappresentanti dei tifosi. Non c'era invece Leonardo Covarelli, che secondo alcune fonti avrebbe dovuto presentarsi in Comune alle 19 di ieri. Dell'immobiliarista perugino nemmeno l'ombra, in una riunione che è andata ben oltre l'ora di cena. La giustificazione per l'assenza sarebbe di tipo familiare, ma al Comune non è giunta.
Il contributo della città. Lo sforzo tutto pisano, tra tifoseria, imprenditori ed istituzioni, unendo abbonamenti anticipati, donazioni, contributi a fondo perduto degli imprenditori, è arrivato a 1,3 milioni di euro. La ripartizione è la seguente: gli abbonamenti e le donazioni sono arrivati a 250mila euro, gli imprenditori (quelli capitanati da Bottai, la famiglia Gentili-Mian, la Cna) hanno assicurato che 1 milione tondo tondo non mancherà; in più dietro le quinte c'è sempre il nuovo sponsor, anche questo chiamato in ballo dall'amministrazione, che dovrebbe portare tra i 200 ed i 300mila euro. Ora però la città attende le mosse di Pomponi, e dalla riunione di ieri è emerso chiaramente.
Cifra ridotta. Adesso è ufficiale: la somma che il Pisa deve assicurare per iscriversi alla C1 non è più di 2 milioni e 700mila, ma di 2 milioni e 277mila, per effetto della rateizzazione del debito Enpals. L'asticella è ancora molto alta, ma si è abbassata sensibilmente regalando un pizzico di entusiasmo a chi deve compiere il salto.
Richiesta a Pomponi. Al presidente nerazzurro per garantire la sopravvivenza del Pisa viene chiesto niente più di mettere in pratica ciò che ha promesso di fare: il milione e centomila euro che doveva versare per la ricapitalizzazione della società. Con il milione e trecentomila dei tifosi si supererebbe abbondantamente la «quota salvezza».
Prossime mosse. Gli sforzi da compiere restano notevoli. Serve il famoso miracolo. In ogni caso l'avvocato Bottone, che gestisce i conti correnti del comitato Salviamoc1, sta preparando tutte le mosse necessarie per un intervento in extremis. E che prevede, in estrema sintesi, la messa a disposizione della somma raccolta - solo al raggiungimento autonomo della cifra necessaria all'iscrizione - unicamente in seguito all'effettuazione dei bonifici e all'inoltro della documentazione, vidimata, che serve per essere ammessi alla Lega Pro. Resta fermo il fatto che, per la città, l'iscrizione comporta la cessione ad un euro da parte di Pomponi alla Srl già costituita. Condizione imprescindibile perchè gli imprenditori pisani diano concreto seguito al proprio impegno è che il Pisa passi alla città. E il tempo stringe sempre più.
Si fa sentire invece la Pisa sportiva, che si è radunata attorno all'amministrazione comunale per pianificare le prossime mosse. Presenti alla riunione anche i rappresentanti dei tifosi. Non c'era invece Leonardo Covarelli, che secondo alcune fonti avrebbe dovuto presentarsi in Comune alle 19 di ieri. Dell'immobiliarista perugino nemmeno l'ombra, in una riunione che è andata ben oltre l'ora di cena. La giustificazione per l'assenza sarebbe di tipo familiare, ma al Comune non è giunta.
Il contributo della città. Lo sforzo tutto pisano, tra tifoseria, imprenditori ed istituzioni, unendo abbonamenti anticipati, donazioni, contributi a fondo perduto degli imprenditori, è arrivato a 1,3 milioni di euro. La ripartizione è la seguente: gli abbonamenti e le donazioni sono arrivati a 250mila euro, gli imprenditori (quelli capitanati da Bottai, la famiglia Gentili-Mian, la Cna) hanno assicurato che 1 milione tondo tondo non mancherà; in più dietro le quinte c'è sempre il nuovo sponsor, anche questo chiamato in ballo dall'amministrazione, che dovrebbe portare tra i 200 ed i 300mila euro. Ora però la città attende le mosse di Pomponi, e dalla riunione di ieri è emerso chiaramente.
Cifra ridotta. Adesso è ufficiale: la somma che il Pisa deve assicurare per iscriversi alla C1 non è più di 2 milioni e 700mila, ma di 2 milioni e 277mila, per effetto della rateizzazione del debito Enpals. L'asticella è ancora molto alta, ma si è abbassata sensibilmente regalando un pizzico di entusiasmo a chi deve compiere il salto.
Richiesta a Pomponi. Al presidente nerazzurro per garantire la sopravvivenza del Pisa viene chiesto niente più di mettere in pratica ciò che ha promesso di fare: il milione e centomila euro che doveva versare per la ricapitalizzazione della società. Con il milione e trecentomila dei tifosi si supererebbe abbondantamente la «quota salvezza».
Prossime mosse. Gli sforzi da compiere restano notevoli. Serve il famoso miracolo. In ogni caso l'avvocato Bottone, che gestisce i conti correnti del comitato Salviamoc1, sta preparando tutte le mosse necessarie per un intervento in extremis. E che prevede, in estrema sintesi, la messa a disposizione della somma raccolta - solo al raggiungimento autonomo della cifra necessaria all'iscrizione - unicamente in seguito all'effettuazione dei bonifici e all'inoltro della documentazione, vidimata, che serve per essere ammessi alla Lega Pro. Resta fermo il fatto che, per la città, l'iscrizione comporta la cessione ad un euro da parte di Pomponi alla Srl già costituita. Condizione imprescindibile perchè gli imprenditori pisani diano concreto seguito al proprio impegno è che il Pisa passi alla città. E il tempo stringe sempre più.
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