Il Tirreno

Pisa

di Antonio Scuglia e Francesco Loi

Pomponi tratta con Ciro Di Pietro

L’ultimo Pisa di Piero Braglia due anni fa all’Arena
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L’ultimo Pisa di Piero Braglia due anni fa all’Arena

L'imprenditore napoletano opera soprattutto in Umbria Il Perugia di Leonardo Covarelli andrà in ritiro in un suo albergo

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PISA. Sono arrivati i due milioni di euro necessari a salvare il Pisa? Sembra di sì, e stamani il dottor Ciro Di Pietro, classe 1957, dovrebbe diventare proprietario e/o presidente del sodalizio nerazzurro (sempre che non entri semplicemente in società affiancando Luca Pomponi). La trattativa è stata data come già conclusa, ma in realtà Di Pietro e Pomponi devono incontrarsi stamani a Roma: oggi pomeriggio Di Pietro è invece atteso dal sindaco Filippeschi.
In ogni caso non cambierebbero i piani tecnici: Braglia da New York è in contatto costante con i collaboratori di Pomponi, il ds sarebbe sempre Logiudice. Se non vi piacciono tutti questi condizionali, fatevene una ragione: in quest'ultimo mese troppe verità date superficialmente come già assodate si sono poi dimostrate castelli di carta. Per cui riteniamo opportuno non scambiare la probabilità con il «già firmato». Ieri mattina la trattativa ampiamente anticipata dal Tirreno - avviata da Lamberto Piovanelli, "mediata" tecnicamente dall'ex presidente Covarelli e partita con Lucio Losole (poi rimasto ai margini per motivi di salute) - è stata confermata dal Pisa: «Il presidente Pomponi, in queste ore, sta portando avanti personalmente la trattativa per la cessione della società al dottor Ciro Di Pietro. L'obiettivo è quello di trovare al più presto un'intesa adeguata».
Poco prima delle 16 arrivava il dispaccio Ansa, che ricordava anche la necessità immediata di trovare 2 milioni di euro: «Immobiliarista attivo soprattutto in Umbria, fornitore della metropolitana di Napoli e con investimenti recenti nel campo del fotovoltaico industriale, Di Pietro si è già incontrato con Pomponi e domani probabilmente vedrà il sindaco di Pisa Marco Filippeschi.
Di Pietro, classe 1957, è capofila di un gruppo di cui fanno parte le aziende Di Pietro Real Estate spa, Cellulis srl, Belvedere di Ripa srl, Immobilumbria 2003 srl, Dolce Casa scarl, DPG div. legno srl.
Cellulis srl rappresenta il braccio operante nonché organizzativo delle altre società: nel suo albergo Il Perugino a Ellera di Corciano inizierà il ritiro la squadra del Perugia, che nelle prossime ore potrebbe ufficializzare gli acquisti di Braiati e Zavagno.
Sulla vicenda è intervenuto ieri sera il sindaco Filippeschi, che dopo un colloquio telefonico con Di Pietro ha dato la disponibilità ad incontrarlo oggi pomeriggio. «Gli ho rappresentato - afferma Filippeschi - la situazione d'emergenza in cui versa la società che metterebbe addirittura a rischio l'iscrizione al campionato. Situazione ad oggi non risolta per cui ha chiesto al presidente Pomponi di definire e riferire pubblicamente entro la giornata di lunedì la possibilità di una soluzione della crisi del Pisa Calcio».
Ciò implica che, per agevolare modalità e tempi di operazioni di sostegno, «anche il dottor Di Pietro sarà chiamato unicamente a far chiarezza sul suo impegno, con gli stessi limiti temporali, e dunque a riferire i termini contrattuali dei suoi rapporti con la società Pisa Calcio. Fuori da queste condizioni di chiarezza, visti i limiti di tempo per l'iscrizione, non avrebbe senso qualsiasi incontro con qualsivoglia soggetto».
«Oggi - dichiara intanto Lamberto Piovanelli - è il giorno cruciale per la vita o la morte del Pisa-calcio. Ho avuto il grande privilegio di avere la fiducia di molte persone che vogliono fare sopravvivere il Pisa calcio e che durante le complesse trattative ho rappresentato. Sono, tutte, persone credibili, solvibili e di buona fede. E' stato per me un onore rappresentarle e non fonte di imbarazzo. Mi corre l'obbligo di ringraziare sinceramente Maurizio Mian, che ha tentato di farsi carico della situazione, ma non è davvero stato possibile. Il sindaco ha, oggi più che mai, forte dell'appoggio di tutto il consiglio Comunale maggioranza e opposizione, la possibilità che finalmente anche a Pisa, come in molte altre città, la squadra di calcio faccia sistema con le risorse economiche cittadine. Solo così il problema che oggi risolveremo, non si ripresenterà negli anni futuri».
E se la trattativa con Di Pietro non va a buon fine? Il sindaco ha già convocato informalmente una sorta di comitato di emergenza, costituito dai principali imprenditori cittadini, che dovrebbero traghettare la società verso un acquirente definitivo, con tutta probabilità la Copra. Un eventuale paracadute che si spera siano disposti ad aprire, se le cose precipitassero. Il presupposto è ovviamente che Pomponi porti le chiavi a Filippeschi, con la firma sulla cessione per un euro dell'intero pacchetto azionario.
Infine ecco un curioso retroscena, che i protagonisti non avevano voluto rivelare, se non indirettamente. Giovedì 18 giugno Maurizio Mian e l'avvocato Andrea Bottone avevano incontrato a Viareggio Luca Pomponi e la sua assistente legale. Missione: comprare il Pisa. Pomponi rispose loro: vi ringrazio ma voglio continuare io. Mian si ritirò in buon ordine, e pochi giorni dopo gli fu chiesto il prestito-ponte con una trattativa che non andò a buon fine (la vicenda è nota).

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