Il Tirreno

Pisa

Pisa

Braglia ha mezza squadra pronta

Francesco Loi
Domenico De Simone ai tempi del Pisa di Braglia
◗
Domenico De Simone ai tempi del Pisa di Braglia

E' da tempo che il tecnico ha messo a punto un programma di ricostruzione della squadra. Contatti già avviati, qualche stretta di mano, ma tutto resta sulla carta fino a quando il quadro non sarà fatto di certezze.

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Chi morde il freno, davanti alla situazione del Pisa Calcio, è anzitutto Piero Braglia. E' da tempo che il tecnico ha messo a punto un programma di ricostruzione della squadra. Contatti già avviati, qualche stretta di mano, ma tutto resta sulla carta fino a quando il quadro non sarà fatto di certezze.
Ciotola? Un euro. E pensare che i primi buoni rinforzi potrebbero venire dalle comproprietà, che devono essere risolte entro domani in modo consensuale, altrimenti si renderà necessario il ricorso alle buste. Il Pisa ha a metà con altri club tre elementi interessanti: il portiere Lorello e il difensore Pisano che hanno vinto il campionato con il Varese. E soprattutto Nicola Ciotola che, con 5 gol all'attivo, ha un discreto mercato (è nel mirino del Frosinone). Ciotola sarebbe uno disposto a tornare alla corte di Braglia. Ma prima va risolto il suo caso, che è molto particolare. La proprietà di Ciotola è infatti divisa tra due società entrambe messe male e che stanno pensando a tutto fuorchè a questo tipo di vicende. Pugliese ha detto che non ha intenzione di iscrivere l'Avellino alla Lega Pro. Questo significa che, al momento, Pisa ed irpini dovrebbero andare alle buste, ma nessuno ci andrà e allora - con zero euro da una parte e zero dall'altra - Ciotola resterebbe gratis all'Avellino, in quanto ultima squadra in cui ha militato. Per questo, davanti alla situazione attuale, basterebbe mettere nella busta un euro per ricomprarsi tutto il cartellino di Ciotola. E poi tenerlo o venderlo al miglior offerente. Se lo dovesse riprendere l'Avellino e poi fallire, Ciotola si svincolerebbe e potrebbe andare gratis dove vuole. Una beffa.
Viviani e Zavagno partono. A Perugia sono sicuri che, non appena si aprirà ufficialmente il mercato, il primo luglio, Zavagno diventerà a tutti gli effetti un giocatore di Covarelli. Le intese infatti sarebbero state trovate e l'argentino si sarebbe convinto ad accettare il trasferimento, nonostante sia uno di quelli che ha rinnovato il contratto con i nerazzurri di recente. Ieri dalla Campania voci su un interessamento della Salernitana per Viviani.
Gli uomini di Braglia. Tali questioni devono essere sbrigate in un modo o nell'altro dalla società attuale, ovvero da Pomponi. Su quello che potrà essere il Pisa invece si sta concentrando Piero Braglia, assistito dal direttore sportivo Pasquale Logiudice, ex Catanzaro. E proprio alcuni giocatori dell'esperienza comune in giallorosso del tecnico e del diesse potrebbero arrivare in nerazzurro, quando finalmente si potrà tornare a parlare davvero di calcio. Il bomber Corona è il sogno, ma non si vede come poter accontentare un attaccante che guadagna centinaia di migliaia di euro. Più facile arrivare ai fedelissimi di Braglia: De Simone e Biancone sono già dati in preallarme. E, a proposito di fedelissimi, uno che sarebbe pronto a sganciarsi (dal Frosinone) è il difensore Nocentini, con Braglia anche alla Sangiovannese e Lucchese. Un altro elemento sottolineato in rosso è il tornante Machado Toledo, a Catanzaro con lo stesso Braglia e con Logiudice; il brasiliano è reduce da una grande stagione alla Pro Patria, con 8 reti all'attivo.
Il portiere. Sul taccuino sarebbero poi segnati anche i nomi di due portieri graditi. Uno è Salvatore Sirigu, 22 anni, cartellino del Palermo, nell'ultima stagione 15 presenze in B con l'Ancona. L'altro sarebbe Massimo Zappino, classe 1981, metà campionato nel Foggia e metà nel Lecco. Prima però vanno risolti altri problemi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze