Il Tirreno

Pisa

La firma è quella di Luca Pomponi, ma il passo decisivo è dell’ex presidente e di sua madre

Verso l'iscrizione grazie a Mian

Verso l'iscrizione grazie a Mian

Il Pisa Calcio è al bivio. E la sua salvezza porta ormai nomi e cognomi precisi.

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PISA. Si avvicina, pericolosamente, il momento delle scadenze per l'iscrizione alla Lega Pro. Il Pisa Calcio è al bivio. E la sua salvezza porta ormai nomi e cognomi precisi. La firma sotto l'iscrizione non può che essere quella di Luca Pomponi. Il resto (ma è il resto decisivo) non può che venire dalla famiglia Gentili-Mian. E qui bisogna essere non chiari, ma chiarissimi.
La signora Gabriella e suo figlio Maurizio non comprano il Pisa. Quella è un'epoca passata, una parentesi importante, ma chiusa. E poi bisogna essere chiari anche su un altro aspetto: quello che può avvenire, anzi che si sta davvero concretizzando, va al di là di Pomponi. La tessitura è opera dell'amministrazione comunale e del consulente del sindaco Filippeschi, il commercialista Cesare Cava, con il fondamentale apporto dell'avvocato Andrea Bottone. Per questo l'aiuto che la famiglia Gentili-Mian si appresta a dare, per garantire l'iscrizione e quindi la salvezza del calcio pisano, deve essere letto come un atto d'amore, l'ennesimo, nei confronti della città e della sua gente. Tre anni di gestione purtroppo non sempre capiti, dispendiosi, poi rimpianti. Eppure, di fronte ai problemi giganti della città sportiva, quelle porte si sono aperte lo stesso. Giù il cappello.
I MOTIVI. In effetti la svolta sembra imminente. Con questa certezza dell'aiuto della famiglia Gentili-Mian, con quelle finalità nobili, il Pisa Calcio può tirare un sospiro di sollievo. A questo punto la partecipazione alla Lega Pro della squadra nerazzurra sembra proprio garantita. Bisogna aggiungere che per questo approdo non c'era niente di scontato. E' stata, ed è ancora, una faticaccia per tutti coloro che si sono spesi per arrivare al risultato, come l'amministrazione e l'avvocato Bottone. Anche perché delle tre cordate in ballo, nessuna, senza l'iscrizione, avrebbe potuto intervenire. E assicurare da solo l'iscrizione, per Pomponi, stava diventando troppo complicato. L'imprenditore romano è il primo ad essere soddisfatto della piega che ha preso la vicenda.
LE CORDATE. Si diceva delle altre cordate. Quella pisana, al momento, non avrebbe potuto far niente, proprio per la questione dell'iscrizione. Il gruppo Piovanelli si è messo a disposizione, ma di fronte ad altre possibilità non vuole essere di peso. E la cordata milanese? Un gruppo immobiliare, interessato alla gestione della partita del nuovo stadio, eccetera. Al Pisa Calcio ora serve un altro tipo di aiuto e comunque vale il discorso fatto più volte dal Comune: nessun baratto, ci mancherebbe. Ecco che, a forza di sottrazioni, lo scenario che sta prendendo corpo e che si spera possa essere anche formalizzato a breve, è l'unico possibile. Il prossimo 25 giugno è prevista la prima scadenza, quella del pagamento degli stipendi. Poi, il 30, devono essere pagati gli F24 (contributi previdenziali) ai tesserati. Il totale fa 2,7 milioni di euro. Con il contributo della famiglia Gentili-Mian e l'appoggio delle banche coinvolte dall'amministrazione comunale, già alla fine della prossima settimana il Pisa Calcio potrebbe risultare iscritto alla Lega Pro, bloccando la corsa contro il tempo.
LA PROGRAMMAZIONE. Ora qualcuno giustamente potrebbe chiedersi: ma come riparte il Pisa con Pomponi presidente, con quale programmazione economico-sportiva? Domande legittime, però non bisogna mai dimenticare a che punto, in basso, era arrivata la società dopo lo choc della retrocessione. Meglio fare un passo per volta. E il primo si chiama Piero Braglia. Poi dovrà esserci un nuovo direttore sportivo, più, si spera, un manager esperto che sappia gestire uomini, situazioni, contratti in essere e da sciogliere.
F.Loi - M.Berutto

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