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Mian: io faccio il tifo per Pomponi

Francesco Loi
A fianco Maurizio Mian sotto il presidente Pomponi
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A fianco Maurizio Mian sotto il presidente Pomponi

La partita per la salvezza del Pisa Calcio sta arrivando al punto decisivo. Le carte ormai sono tutte sul tavolo. Tre le cordate in ballo: la coalizione pisana (in corso di formazione); il gruppo Piovanelli (senza banca, però); i cosiddetti milanesi (che ieri hanno incontrato il sindaco). E poi c'è Luca Pomponi, che avrà il compito determinante di tirare le fila e prendere le decisioni vere.

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PISA. La partita per la salvezza del Pisa Calcio sta arrivando al punto decisivo. Le carte ormai sono tutte sul tavolo. Tre le cordate in ballo: la coalizione pisana (in corso di formazione); il gruppo Piovanelli (senza banca, però); i cosiddetti milanesi (che ieri hanno incontrato il sindaco). E poi c'è Luca Pomponi, che avrà il compito determinante di tirare le fila e prendere le decisioni vere.

Ma quali somme deve tirare Pomponi? Quelle del lavoro senza sosta svolto dal commercialista Cesare Cava per conto del sindaco con i seguenti risultati. Uno: tre gruppi pronti ad intervenire (dei quali Cava ha riferito quotidianamente allo stesso Pomponi). Due: un pool di banche disponibili a garantire al volo la liquidità dei 2,7 milioni necessari ad iscrivere la squadra (di fronte, chiaramente, alla presentazione di garanzie da parte del potenziale acquirente).
Altro aspetto essenziale: i tre gruppi hanno ora in mano le carte del bilancio, così come sono state analizzate dopo le richieste di approfondimento, esaudite un po' a rate. La fotografia contabile è stata scattata, facendo emergere la reale situazione patrimoniale, con i punti di forza e anche di debolezza del bilancio del club.

«E' proprio così - commenta Cava -. Con la presentazione delle tre cordate, le verifiche del bilancio e il supporto delle banche, l'amministrazione ha messo in campo tutti gli strumenti disponibili».
Di conseguenza, toccherà a Pomponi nei prossimi giorni giocare la partita. Il Comune a breve convocherà un'altra conferenza stampa, all'interno dell'operazione-trasparenza, per spiegare nei dettagli alla città il lavoro svolto e la situazione con la quale, da lunedì, il Pisa Calcio si preparerà alla corsa contro il tempo per il reperimento dei 2,7 milioni di euro necessari all'iscrizione alla Lega Pro.
Ma chi sono i protagonisti al tavolo da gioco, anche se qui c'è poco da giocare? Detto del compito chiave di Pomponi («D'ora in avanti l'amministrazione potrà fare poco - spiega Cava - perchè il Pisa Calcio è una società privata e di conseguenza può condurre le trattative come meglio crede: speriamo che tenga conto dei suoi interessi, ma anche di quelli della città»), i soggetti usciti allo scoperto hanno ancora, esternamente, ruoli da definire.

Lamberto Piovanelli è quello che, se non altro, ha meno nascosto il suo impegno a trovare una soluzione (confermando, in caso di affermazione del suo gruppo, l'ingaggio di Braglia come allenatore). La cordata pisana potrà fare le sue mosse in ogni caso solo dopo l'iscrizione alla Lega Pro da parte dello stesso Pomponi. Sul gruppo milanese l'amministrazione riferirà nella prima circostanza utile. Il mistero più fitto è intorno al nome di Leonardo Covarelli: nessuno conferma niente, ma davvero l'ex presidente non appare più totalmente estraneo alle dinamiche in atto.

Chi cala un asso nel panorama è Maurizio Mian: «Confermo la mia disponibilità a dare una mano se richiesta. Non sarò di ostacolo in ogni caso. Ho parlato con Pomponi: l'ho sentito motivato a non ripetere gli errori commessi; ed è molto affezionato al Pisa». Da Mian parole importanti anche nei confronti di Bottone, «per la sua professionalità e passione».

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