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Tre soluzioni per la crisi del Pisa

Francesco Loi
Il presidente Pomponi
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Il presidente Pomponi

C'è una data (indicativa) che rappresenta la speranza. Lunedì prossimo tutti coloro che si stanno muovendo detro e attorno la complessa situazione del Pisa Calcio contano di vedere i primi squarci di sereno. O almeno una strada fatta di maggiori certezze.

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PISA. C'è una data (indicativa) che rappresenta la speranza. Lunedì prossimo tutti coloro che si stanno muovendo detro e attorno la complessa situazione del Pisa Calcio contano di vedere i primi squarci di sereno. O almeno una strada fatta di maggiori certezze.

Al momento tre sembrano gli sbocchi possibili per un eventuale subentro alla gestione Pomponi. Più le voci incredibili che ieri si sono sparse in città, a proposito di un ritorno di Covarelli. Ma facciamo un passo per volta.

Tre ipotesi. Ora come ora sono tre le soluzioni, accertate dall'amministrazione comunale, in ballo per l'acquisizione del Pisa Calcio (dopo l'iscrizione alla Lega Pro che Pomponi deve garantire). Una partita che si sta giocando è tutta pisana: prematuro dire chi sono (o meglio: saranno) i protagonisti. Più semplice supporre che i "candidati" siano i soliti noti. Secondo fronte aperto la cordata Piovanelli: nessuna conferma sull'ipotesi banca d'affari, ma si tratta comunque di un soggetto che dalle istituzioni ha ottenuto un nulla-osta a procedere. Poi c'è il gruppo del centronord, probabilmente con sede milanese, che tra oggi e domani si presenterà al sindaco e al suo consulente Cesare Cava. E' una soluzione per adesso non verificabile nella sostanza, ma, in caso di requisiti validi, potrebbe dare un'accelerata alla vicenda.

Covarelli ritorna? Sin dalla mattinata di ieri si sono sparse voci insistenti sul ritorno di Leonardo Covarelli in sella al Pisa Calcio. Tanta l'incredulità. Tali indiscrezioni sono arrivate fino al quartier generale di Pomponi a Roma. Sia dalla capitale che da Perugia non giungono conferme in questo senso. Si sapeva dell'interesse di Covarelli per alcuni giocatori nerazzurri, forse anche per aiutare Pomponi nel reperimento di risorse economiche. Ma un (ri)cambio della guardia sarebbe a dir poco clamoroso. Compreso il punto interrogativo sulle reazioni della piazza. E poi come potrebbe liberarsi dal Perugia? Certo che l'eventuale scelta di Braglia, e magari anche di Petrachi, potrebbe (forse) agevolare. Secondo un'altra voce Covarelli potrebbe essere stato chiamato in causa nella ricerca di imprenditori interessati a sostenere o subentrare a Pomponi. Poi si è sparsa addirittura la voce di un incontro ieri sera a Firenze tra Covarelli con il sindaco e Cava: ma ad un'ora, le 19, in cui Filippeschi era in consiglio comunale a Pisa. Facile dunque la smentita.

Carte contabili. Due aspetti restano presupposti essenziali: l'iscrizione alla Lega Pro (e da Roma parlano di un Pomponi impegnato in diversi incontri); e la conoscenza approfondita della situazione di bilancio. Ieri il Pisa ha fatto pervenire un'altra parte della documentazione richiesta da Cava, dopo che nel primo invio erano stati dati chiarimenti solo su tre dei dieci punti totali. Anche le carte attuali risultano però insufficienti e quindi, prima di dare comunicazioni, l'amministrazione vuole ricevere le informazioni ancora mancanti. E' per questo che la situazione è sempre definita critica. E Cava ribadisce l'appello «ad allontanarsi per tutti quei soggetti che si stanno muovendo solo per alzare polverone, cercando pubblicità e speculazioni che provocano difficoltà, anche a chi potrebbe essere interessato con serietà a rilevare il Pisa Calcio». L'avvocato Andrea Bottone, promotore di "Salviamoc1", comunica di apprezzare lo sforzo del dottor Cava e l'atteggiamento di trasparenza adottato; nei prossimi giorni lo stesso Bottone chiederà un incontro per fare il punto.

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