Il Tirreno

Pisa

Cava: per ora il Pisa è invendibile

Francesco Loi
Cava: per ora il Pisa è invendibile

«La situazione finanziaria del Pisa Calcio resta molto critica». Chi parla è Cesare Cava, il noto commercialista incaricato dal sindaco di seguire giorno per giorno, anzi ora per ora, la delicatissima vicenda del club nerazzurro.

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La situazione finanziaria del Pisa Calcio resta molto critica». Chi parla è Cesare Cava, il noto commercialista incaricato dal sindaco di seguire giorno per giorno, anzi ora per ora, la delicatissima vicenda del club nerazzurro. L'amministrazione comunale è in prima fila per cercare di dare a questa storia molto complessa una soluzione positiva nei tempi dettati dalle scadenze.
Ma la fine del tunnel non si vede ancora. Al momento non c'è nessun imprenditore o cordata che, dall'oggi al domani, possa salvare il Pisa. E non mancano i contrattempi: dalla società di via Montanelli, ad esempio, continua a non arrivare tutta la documentazione relativa al bilancio che era stata richiesta. Proprio con Cesare Cava facciamo il punto. «Sono ottime - dice il commercialista - tutte le iniziative sollecitate da stimati professionisti e dai tifosi per favorire l'iscrizione. Però l'entusiasmo e la generosità della città non devono, inconsciamente, generare un ingiustificato ottimismo, perchè la situazione finanziaria è molto critica».
Vecchi presidenti. Il sindaco, anche attraverso Cava, ha attivato vari canali («nessuno escluso - si rimarca - e anche da fuori Toscana») per dare continuità al Pisa Calcio, compresi contatti con vecchi o potenziali nuovi presidenti. Considerato il quadro attuale, in effetti, non ci sono certo grandi margini di scelta.
Un'altra cordata. Dopo l'incontro a Roma di Cava con Pomponi, sabato scorso ci sono state consultazioni telefoniche con nuovi soggetti potenzialmente interessati al Pisa. Poi c'è stato il contatto con Piovanelli. E ieri imprenditori del centro-nord hanno chiesto un incontro al Comune entro questa settimana: fino a quel momento però non sarà possibile stabilire lo spessore di questo gruppo.
Il caso bilancio. L'altra partita decisiva è quella sul bilancio. Lunedì Cava aveva contattato Pomponi per sollecitare l'invio della documentazione, inoltrata poi nel pomeriggio dal professionista del Pisa. Il giorno seguente è iniziata la verifica contabile che ha portato alla richiesta formale di approfondimenti su dieci punti precisi del bilanci. Ieri sono stati forniti dalla società i chiarimenti solo a proposito di 3 punti sui 10 totali, cosa che ha portato ad un ulteriore sollecito da parte di Cava. Questo fatto sta sollevando diversi punti interrogativi.
Ecco le banche. Lunedì scorso il sindaco nel suo ufficio ha avuto un incontro con alcuni rappresentanti della curva Nord. «Abbiamo trovato serietà ed attenzione», commenta Cava. Stamani, in Comune, Filippeschi incontra le banche cittadine per chiedere un aiuto nel caso di subentro a capo della società, con eventuale "prestito ponte" finalizzato a garantire l'operazione (e sostenuto da beni immobili del potenziale acquirente).
No a speculazioni. «Non ci sono più spazi - ammonisce Cava - per partite di poker o speculazioni di varia natura, giocando con la passione e con la dignità di una città». Il passaggio essenziale per far uscire il Pisa dalla crisi resta l'iscrizione della società da parte dell'attuale gestione. Continua la corsa contro il tempo per trovare i 2,7 milioni di euro. «Il presidente Pomponi - dice Cava - intanto potrebbe dare un segnale per confermare la sua disponibilità attuale (da 1,1 milioni di euro, ndr)». Poi si spera di ricevere, possibilmente già all'inizio della prossima settimana, una proposta formale di acquisto. L'appello agli imprenditori riparte con forza. «La società ad oggi - conclude Cava - resta sostanzialmente invendibile».
La vicenda Pisa approda in consiglio comunale. Oggi il consiglio comunale affronta, tra le varie altre cose, anche il problema del Pisa calcio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa