Il caso
Tari, a Pisa aumentano i controlli: «Evasione per 2,4 milioni di euro, il doppio rispetto all’anno scorso»
La cifra si riferisce agli accertamenti dei primi nove mesi. Rafforzate le attività di verifica delle posizioni contributive attraverso l’incrocio delle banche dati
PISA. Cambio di passo nel contrasto all’evasione della Tari, la tassa sui rifiuti. Tra cittadini e aziende sono 2,4 i milioni di euro accertati nei primi nove mesi del 2026, più del doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (1,1 milioni). Con una percentuale significativa di mancate iscrizioni, oltre al non pagamento delle bollette.
L’attività svolta da Sepi (Società Entrate Pisa Spa) si basa sul rafforzamento delle verifiche delle posizioni contributive e sull’incrocio delle banche dati del Comune e di Sepi con i dati catastali, attraverso controlli zona per zona. È inoltre in corso una verifica puntuale delle utenze relative alle attività produttive. Alle azioni di accertamento seguono le procedure previste per la riscossione delle somme.
Ispettori ambientali
Un contributo all’individuazione delle posizioni irregolari arriva anche dall’attività degli ispettori ambientali, che operano nell’ambito dell’ufficio ambiente del Comune. I controlli sui rifiuti abbandonati consentono infatti, in alcuni casi, di risalire a soggetti che risultano non iscritti alla Tari. Da gennaio allo scorso settembre gli ispettori hanno effettuato oltre 1. 500 interventi elevando 630 sanzioni, un numero già superiore del 39% rispetto a quello registrato nell’intero 2025, per un importo complessivo di oltre 62mila euro.
Particolare attenzione è rivolta anche alle attività economiche, per garantire il rispetto delle regole e contrastare situazioni di concorrenza sleale nei confronti delle imprese in regola. Nei primi nove mesi del 2026 sono state 250 le imprese sanzionate rispetto alle 128 dell’intero 2025. Le verifiche hanno inoltre portato all’invio di 105 segnalazioni dall’ufficio ambiente a Sepi dall’inizio dell’anno per i successivi accertamenti.
Gestione e servizio
«Il contrasto all’evasione della Tari è una delle priorità della nostra amministrazione, perché significa garantire maggiore equità nei confronti dei cittadini e delle imprese che rispettano le regole – dice il sindaco Michele Conti –. Avevamo annunciato per il 2026 una riduzione delle tariffe, in controtendenza rispetto agli aumenti registrati in molte altre città e nonostante la crescita dei costi del servizio, e abbiamo confermato il nostro impegno a sostenere le famiglie anche attraverso specifiche agevolazioni. Ma per continuare su questa strada è fondamentale che tutti contribuiscano per quanto dovuto. Il lavoro di accertamento dell’evasione rappresenta un primo passo importante, ma dobbiamo continuare a intervenire sul contrasto all’abbandono dei rifiuti».
«Inoltre – aggiunge il sindaco – resta centrale il tema della gestione del servizio. Come abbiamo più volte sottolineato, servono una guida manageriale competente di RetiAmbiente e Geofor, maggiore attenzione ai bilanci, un’organizzazione più efficiente e un controllo rigoroso dei costi».
Obiettivi
«Nei primi nove mesi dell’anno gli importi accertati per evasione Tari sono più che raddoppiati – dice l’assessora all’ambiente Elena Del Rosso –. Abbiamo intensificato gli interventi e l’attività sanzionatoria, facendo registrare già nei primi nove mesi dell’anno un numero di sanzioni superiore a quello dell’intero 2025. Le situazioni irregolari vengono segnalate a Sepi per gli accertamenti tributari di competenza. È una collaborazione importante, che intendiamo rafforzare ulteriormente».
«Quest’anno siamo riusciti a ridurre le tariffe – prosegue – e vogliamo continuare a lavorare per contenere il peso su famiglie e imprese. Chi paga regolarmente non deve sostenere anche i costi di chi non lo fa. Per questo è fondamentale proseguire sia nell’individuazione delle posizioni irregolari sia nelle successive attività di riscossione, affinché gli accertamenti si traducano in somme effettivamente incassate».
La sfida
«Al mio arrivo in Sepi, in sintonia con gli indirizzi dell’amministrazione, abbiamo impostato un cambio di passo sull’accertamento. I primi nove mesi del 2026 dicono che quel cambio di passo c’è stato: gli importi accertati sono più che raddoppiati e, soprattutto, i risultati sono arrivati in modo costante durante tutto l’anno», sottolinea Andrea Bottone, amministratore unico di Sepi.
«L’incrocio delle banche dati, le verifiche zona per zona e le segnalazioni degli ispettori ambientali – aggiunge – dimostrano che quando le strutture lavorano insieme l’efficacia aumenta. Contrastare l’evasione della Tari è una questione di equità verso chi paga regolarmente. Ora la sfida è trasformare quanto accertato in somme effettivamente riscosse».
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