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Pisa, trapiantato il fegato dell’uomo ucciso dopo aver difeso i figli a Fossacesia

di Redazione Pisa

	L'ospedale di Cisanello (foto d'archivio)
L'ospedale di Cisanello (foto d'archivio)

L’intervento all’ospedale Cisanello di Pisa. L’assessora alla sanità Monia Monni: «L’équipe medica è partita d'urgenza in piena notte festiva, ha eseguito il prelievo e ha salvato una vita qui da noi»

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PISA. Il fegato asportato dal corpo di Diomede Barchiesi, rimasto ucciso nei giorni scorsi sul lungomare di Fossacesia dopo aver difeso i figli, finiti al centro di una lite, è stato trapiantato su un'altra persona, al termine di un'intervento avvenuto all'ospedale Cisanello di Pisa.

«Dietro il trapianto di fegato eseguito a Pisa nella notte tra il 14 e il Ferragosto c'è una storia che toglie il fiato - scrive sul proprio profilo Facebook l'assessora alla sanità della Regione Toscana, Monia Monni -. È la storia di Diomede Barchiesi, un babbo di 50 anni che ha perso la vita sul lungomare di Fossacesia. Era intervenuto semplicemente per proteggere i suoi figli e fare da paciere in una lite, ma un colpo improvviso lo ha fatto cadere sull'asfalto, causandogli lesioni fatali. Nel buio di una tragedia simile, a fare la differenza è stata una scelta registrata in vita. Quando aveva rinnovato la carta d'identità, Diomede aveva detto sì alla donazione degli organi. Quel sì ha attivato nella notte una macchina dei soccorsi straordinaria. Il fegato è arrivato da noi, in Toscana, perché l'Ospedale di Cisanello a Pisa ospita uno dei centri trapianti più importanti d'Europa».

«Quando si parla di un organo così delicato il tempo è ancora più importante e la struttura di Pisa è un'eccellenza capace di attivarsi e operare in pochissimi minuti - ha proseguito nel suo racconto l'assessore Monni -. Così l'équipe medica è partita d'urgenza in piena notte festiva, ha eseguito il prelievo e ha salvato una vita qui da noi, mentre il cuore e i reni di Diomede regalavano una nuova speranza a pazienti a Bergamo e a L'Aquila».

Monni ha concluso: «Il pensiero più grande oggi va alla moglie e ai figli di Diomede, che in un momento devastante hanno sostenuto la sua volontà con un coraggio immenso. Il dolore per una perdita del genere resta enorme, ma la scelta consapevole di questo babbo è un gesto straordinario che non lascia l'ultima parola alla violenza».

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