Pisa, falsi certificati di gravidanza per non lavorare: ex impiegata dovrà risarcire l’Aoup
Aveva contraffatto le firme di due ginecologhe per ottenere il congedo. La dipendente era poi stata licenziata e in sede penale condannata a un anno con il rito abbreviato
PISA. Danno da assenteismo e danno da immagine. Sotto queste etichette ricade la condanna che la Sezione d’appello della Corte dei conti ha inflitto a una dipendente dell’Aoup (poi licenziata) che aveva prodotto falsi certificati di gravidanza per ottenere un periodo di maternità.
Una vicenda scoppiata tra 2018 e 2019 e che dal punto di vista penale si è già conclusa con la condanna a un anno di reclusione con il rito abbreviato per i reati di falso materiale e truffa. Ora la conclusione anche dal punto di vista contabile: i giudici hanno infatti confermato la sentenza di primo grado della corte di Firenze che hanno imposto un risarcimento di 2.391,95 euro per danno patrimoniale (il congedo di maternità non dovuto) e di 10mila euro per il danno di immagine subìto dall’Aoup.
L’ex impiegata, una 48enne residente a Cascina, aveva consegnato agli uffici dell’Aoup alcuni certificati, all’esito delle indagini poi risultati solo pezzi di carta, in cui si attesta lo stato di gravidanza con la data prevista del parto individuata all’inizio di novembre 2018.
I documenti avevano in calce le firme di due ginecologhe che lavorano in ambulatori privati e che, come poi è stato accertato durante le indagini, quell’impiegata non la conoscono. Di conseguenza non avevano mai dichiarato il suo stato di gravidanza.
La truffa emerse quando una delle ginecologhe presentò una denuncia dopo esser venuta a conoscenza dei certificati a suo nome, grazie a una funzionaria dell’ufficio gestione amministrativa dell’Aoup che, insospettitasi, aveva contattato le due professioniste, scoprendo la verità. Così era partita la denuncia che aveva portato prima al procedimento penale e poi a quello contabile.
I giudici d’Appello hanno confermato anche l’esistenza del danno di immagine nei confronti dell’Aoup visto che all’epoca la vicenda ebbe un ampio riscontro sulla stampa.
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