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Pisa, assolto per la morte dell’ultrà nerazzurro in Fi-Pi-Li
La sentenza per la tragedia del 2020 che costò la vita a Matteo Grilli: decisiva la perizia disposta dal giudice. Per due volte l’inchiesta era stata archiviata e poi riaperta
PISA. Assoluzione con formula piena. È stata questa la decisione del giudice Nunzia Castellano che ha messo la parola fine sul processo per la morte del tifoso del Pisa Matteo Grilli, il 26enne scomparso nel 2020 in un incidente stradale sulla Fi-Pi-Li.
Sul banco degli accusati c’era il 23enne di Fucecchio Joele Ardanese, che doveva rispondere delle accuse di omicidio stradale e di rifiuto di sottoporsi ai test alcolemici e tossicologici. Per la prima accusa è arrivata l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato, per la seconda perché il fatto non sussiste.
Anche la pubblica accusa aveva chiesto l’assoluzione (con la formula dubitativa) per Ardanese, che per tutto il percorso giudiziario è stato assistito dall’avvocato Luisa Tamburini.
In attesa delle motivazione, che saranno depositate entro 90 giorni, è comunque lecito immaginare che la decisione del giudice sia legata in gran parte a quanto contenuta nella perizia affidata all’ingegner Bernardini, dopo che i consulenti di accusa e difesa avevano dato una ricostruzione totalmente divergente dello scontro tra la Panda sulla quale viaggiava Grilli con alcuni amici e la Clio che era guidata da Ardanese.
Tra i punti che possono aver influito di più, quello sulla velocità rilevata della Clio che – secondo la perizia di Bernardini – non andava oltre i 35 km/h al momento dell’impatto.
La vicenda giudiziaria legata alla morte di Grilli (che scosse tutta la città e in particolare l’ambiente dei tifosi nerazzurri) è stata più che accidentata, visto che è passata da due archiviazioni e altrettanto opposizioni che hanno permesso di arrivare a processo.
In particolare lunga è stata la battaglia di Gianluca, il padre di Matteo, tutelato dall’avvocato Enrico Virgone: «Attendiamo il deposito delle motivazioni che saranno attentamente valutate», è il commento del legale.
Grande soddisfazione viene invece espressa dall’avvocato Tamburini: «Per Joele e per tutta la famiglia Ardanese è il giorno nel quale finisce un incubo».
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