Scontro sul suolo pubblico a Pisa, Confcommercio attacca: «Una gestione vergognosa»
L’associazione chiede chiarezza su spazi e manufatti: nel mirino la mancanza del regolamento comunale, mentre sono iniziati controlli e sanzioni
PISA. La fiammata covava sotto la cenere già da qualche settimana. E ora lo scontro tra Confcommercio e Comune di Pisa sulla questione del suolo pubblico è deflagrata.
Le parole utilizzate dal direttore generale dell’associazione di categoria Federico Pieragnoli sono durissime: «Completa improvvisazione e totale assenza di programmazione: la gestione delle concessioni di suolo pubblico da parte del Comune di Pisa è stata finora semplicemente vergognosa, gli imprenditori aspettano risposte e soprattutto certezze sul nuovo regolamento, non accetteremo ulteriori perdite di tempo».
Una stilettata che può essere fatta risalire – almeno per le ragioni più prossime – a quanto emerso a fine ottobre in commissione consiliare. In quella sede l’assessore al commercio Paolo Pesciatini e l’oramai ex comandante della polizia municipale Elio Cappellini avevano spiegato la necessità di «mettere ordine» dopo le semplificazioni del periodo del Covid. E dunque gli uffici erano partite con le istruttorie su occupazione di spazi nelle piazze e tipo di manufatti. Era stata poi annunciata la partenza dei controlli per verificare il rispetto delle norme. Fin qui, dunque, la parte repressiva. Per quanto riguarda la cornice di legge, Pesciatini aveva ricordato che il Comune è al lavoro per «creare uno strumento che metta insieme tutte le disposizioni presenti e che sia di facile consultazione sulla disciplina dei dehors per uffici, utenza e professionisti».
E proprio qui sta la “magagna” che ha fatto infuriare Confcommercio: «Siamo ancora in attesa del nuovo regolamento che disciplini gli spazi esterni in modo equo e decoroso e offra indicazioni chiare su dehors e manufatti esterni dei locali – dice Pieragnoli –. La priorità è dare risposte e certezze agli imprenditori per garantire loro di gestire locali e attività nel miglior modo possibile e con l'indispensabile e necessaria programmazione. È impensabile che possa continuare questo atteggiamento inerme e passivo verso i pubblici esercizi della nostra città, che ad oggi non sanno chiaramente quanto spazio avranno a disposizione e di quali strutture potranno dotarsi. Quello che chiediamo è un regolamento che disciplini il decoro offrendo il tempo congruo ai gestori per adeguarsi». In sostanza, sostiene Confcommercio, gli esercenti non sanno né quanto spazio possono avere né quali tipi di manufatti possono essere collocati.
«Dehors, pedane e installazioni di suolo pubblico hanno avuto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza delle attività negli anni della pandemia e ancora oggi rappresentano ossigeno vitale per molte attività commerciali che stanno lavorando districandosi tra ordini, fornitori e gestione dei dipendenti senza alcuna certezza – continua Pieragnoli –. Anzichè seguire il modello di città che hanno saputo integrare l'utilizzo degli spazi esterni con il decoro urbano attraverso regolamenti chiari e condivisi, a Pisa l'atteggiamento dell'amministrazione non permette una gestione equilibrata e lungimirante, sommando ulteriori difficoltà al delicato momento che attraversano attività e pubblici esercizi. In un contesto di desertificazione commerciale il minimo che ci aspetteremmo è proprio il massimo sforzo per tutelare il lavoro degli imprenditori e assicurargli gli indispensabili strumenti per la gestione delle loro attività».
