Il Tirreno

Pisa

La storia

Prima imprenditore in Toscana, ora “signore delle ville” nel paradiso di Bali

di Luca Cinotti

	Michele Porinelli
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Michele Porinelli

Il 52enne nato a Livorno (ma cresciuto a Pisa): «Pensammo all’Indonesia mentre eravamo a Dubai per il Covid»

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PISA. «Volevo dimostrare di poter essere di più di quello che ero». È questa la formula che disegna la traiettoria di vita di Michele Porinelli, 52enne «pisano a Livorno e livornese a Pisa» (vedremo tra poco perché) che oggi è tra i maggiori imprenditori immobiliari e turistici nell’isola indonesiana di Bali. Un percorso di vita costellato anche di eventi dolorosi e tragici e che è stato anche percorso sulla mappa geografica: dalla Toscana a Roma, da Dubai a Bali, passando per il Kenya. Un tragitto che lo porta oggi, insieme alla moglie Francesca, a gestire 18 ville da affittare ai visitatori, con prospettiva di arrivare a 100 immobili nel giro di pochi anni.

Il filo si snoda nella manciata di chilometri tra le due città rivali: «Sono nato a Livorno – racconta Michele – ma mio padre lavorava al Cnr a Pisa e fino all’età di 13 anni ho vissuto lì: ero il livornese a Pisa, insomma». Poi il trasferimento a Livorno e la storia si inverte: Porinelli diventa il pisano a Livorno. «Fin da piccolo diciamo che mi sono trovato fuori dalla comfort zone», sorride.

Sono gli anni della scuola e della grande passione per lo squash («sono arrivato alla nazionale»). Ma anche di un terribile incidente, a 19 anni, a causa del quale rimane per una settimana in coma, sospeso tra la vita e la morte: «Mi hanno salvato a Pisa», racconta Michele, quasi a mettere un altro sigillo al suo legame con la nostra città.

Intanto le lancette dell’orologio girano e dalla giovinezza si passa all’età della maturità: «Ho iniziato a lavorare nell’azienda di mio padre, nel settore del meccano-tessile), e sono diventato amministratore. Quando il mercato è cambiato abbiamo avuto problemi e nel 2001 l’attività è stata chiusa, con una serie di conseguenze poco piacevoli per me, visto il mio ruolo all’interno». A quel punto Michele inizia a fare una serie di altri lavori: «Nella mia vita ho guadagnato tanto, ma ho anche sputtanato tanti soldi», sintetizza.

Un altro pezzo di realtà sta però per bussare alla porta, con tutte le difficoltà e le amarezze che ne possono seguire. «Nel 2007 andai ad abitare a Roma con una ragazza di quella città. A seguito di un’operazione non potevamo avere figli, e allora decidemmo di adottare una bambina in Cina, con il cosiddetto canale rosso. In sostanza, la piccola era malata della patologia di Fallot, un disturbo cardiaco che può essere risolto con un'operazione da piccoli. Nel 2013 andiamo a prenderla con l’intenzione di operarla a Roma. Ma prima che lo possiamo fare viene colpita da un’emorragia cerebrale e muore».

Le strade della coppia si separano e Porinelli riparte ancora una volta da capo. E lo fa, dal 2016, con Francesco, la nuova compagna: «Abbiamo iniziato con investi immobiliari in Italia, poi nel 2018 è nata nostra figlia Viola. Per una serie di ragioni non volevo crescesse in Italia e a gennaio 2020 ci siamo trasferiti a Dubai, dove già avevamo un business online». Dopo qualche settimana scoppia il Covid e Dubai viene isolata. Ma in quei mesi di solitudine imposta nell’albergo sul mare Michele e Francesca gettano il seme della loro vita attuale: «Eravamo stati a Bali nel 2016 ma non ci era piaciuta. Poi abbiamo visto dei ragazzi che su YouTube avevano postato video dell’isola deserta e ci è sembrata un’opportunità dal punto di vista professionale». A giugno del 2020 il ritorno in Italia, poi un “passaggio” di sei mesi in Kenya prima di arrivare in Indonesia a marzo del 2021.

Michele e Francesca acquistano la prima villa per capire se il loro progetto ha o meno le gambe per camminare: realizzare strutture da affittare ai turisti che, da tutto il mondo, arrivano a Bali. «La risposta è stata positiva – spiega Porinelli –. Tanto è vero che alla fine dello scorso anno siamo arrivati ad avere otto ville». Ma se una cosa l’abbiamo imparata è che Michele non riesce a “star fermo”. E allora decide di ampliare il portafoglio, «cercando di capire se per l’Italia Bali poteva essere un mercato interessante. Mi sono reso conto che su Internet nessuno ne parlava e allora ho cominciato a farlo io». Il risultato è che ora le ville possedute sono 18, più altre in costruzione: «Sono state finanziate da imprenditori italiani, mentre noi facciamo da property manager», spiega Michele. Che, almeno per il momento sembra aver messo radici: «Penso che rimarremo a Bali almeno fino a quando nostra figlia andrà a scuola. Questo luogo è un caleidoscopio di culture, è un bellissimo posto dove crescere». E poi c’è un progetto da inseguire: 40 ville entro il 2026 e 100 per il 2028.
 

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