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Pisa, progetto “Arno navigabile”: il via libera slitta ancora

di Francesco Loi
Pisa, progetto “Arno navigabile”: il via libera slitta ancora

Il ministero dell’Ambiente chiede altri approfondimenti. L’auspicio del Comune è che l’iter sia comunque arrivato alla parte finale per poter fare la gara di affidamento dei lavori

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PISA. Dalla Regione al ministero dell’Ambiente. Nei giorni scorsi è arrivata al Comune di Pisa un’altra richiesta di integrazioni. Continuano ad avanzare in mezzo a numerose tappe burocratiche le procedure della Via (Valutazione impatto ambientale) sul progetto di navigabilità dell’Arno. In pratica, la “trasformazione” del tratto cittadino del fiume fino alla foce in una sorta di strada, con tanto di fermate e segnaletica apposita, a fini turistici e più in generale di mobilità sostenibile.

Un iter che parte da lontano: era il 2020 quando al Comune venne aggiudicato un finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri (un milione di euro) per essere arrivato al secondo posto nella graduatoria del bando “Italia City Branding”. Poi l’avvio delle fasi di progettazione e quindi della Via (a settembre 2023 la presentazione dell’istanza), con doppia consultazione pubblica, osservazioni, richieste di integrazioni.

La proposta elaborata dal Comune di Pisa prevede la creazione della nuova via d’acqua per un percorso di 18,7 km, con infrastrutture dedicate al turismo fluvestre. Il progetto comprende infatti la messa in opera di infrastrutture che permettano la navigazione in sicurezza, attraverso il dragaggio della barra di foce del fiume stesso, il posizionamento di segnaletica sulle sponde, di galleggianti di orientamento per un percorso garantito e lo sviluppo di un polo turistico con offerte differenziate. Risalendo il fiume sono previsti attracchi con pontili galleggianti nell’argine di San Rossore, come sistema alternativo di accesso al Parco e al circuito pedonale-ciclabile in località Cascine Nuove.

Nel tratto urbano del fiume dovranno essere attrezzati gli approdi esistenti (Cittadella, scalo dei renaioli, lungarno Buozzi) permettendo la creazione di una “promenade” fluviale cittadina, con ricadute sulle numerose attività distribuite lungo il suo percorso e sulle attrazioni turistiche. Sarà anche possibile attivare un servizio di battelli per offrire un trasporto fluviale con possibilità di mini-crociere che andranno ad ampliare l’offerta turistica, con circuiti a tema, museali, culturali, naturalistici, enograstronomici.

Ora sul sito del ministero dell’Ambiente si legge alla voce stato della procedura: «In attesa integrazione atti». A Roma si fa riferimento, tra l’altro, soprattutto a una richiesta della Regione Toscana. «Restano da approfondire – si legge – alcuni elementi relativi ad aspetti progettuali», ma anche ad «aspetti ambientali» per la «componente atmosfera». L’atto è del 10 febbraio e si danno 20 giorni di tempo con possibilità di proroga.

Già nello scorso ottobre il Comune aveva risposto a una serie di integrazioni che riguardavano, tra l’altro, aspetti come gli impatti su habitat, flora e fauna oppure in relazione «al posizionamento di infrastrutture galleggianti di attracco nell’argine del Parco» o ancora gli effetti possibili «dell’attivazione di un servizio di trasporto con barche o battelli, con la possibilità di minicrociere e tour a tema (museali, culturali, naturalistici) che l’amministrazione assegnerà in concessione a operatori economici privati».

A Palazzo Gambacorti, sede del Comune, l’auspicio è che l’iter sia arrivato alle ultime curve. Il livello del progetto è ormai quello esecutivo, dunque potrebbe quasi andare a gara per assegnare i lavori. Ma serve ancora il via libera decisivo.

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